22 Gennaio 2008

Sprechi, chiude Italia.it, portale da 45 mld

Nemmeno la soddisfazione del primo compleanno. Italia.it, il portale nato per promuovere il nostro paese nel mondo, è stato chiuso senza gloria venerdì scorso. La decisione è del ministro dell`innovazione e delle riforme Luigi Nicolais che, dopo soli 11 mesi di vita, ha deciso di demolire quello che fin dalle origini era stato ribattezzato un “web-mostro“. Forte di 45 milioni di euro stanziati (21 dei quali destinati alle Regioni), 7 milioni spesi e infinite polemiche che lo hanno accompagnato dall`inaugurazione del 22 febbraio 2007 scorso ad opera del ministro Francesco Rutelli, Italia.it saluta e se ne va. Problemi tecnici, informazioni incomplete o errate e una generale indifferenza da parte dei navigatori ne hanno accompagnato la breve vita e decretato infine la morte. D`ora in poi, i turisti che digiteranno www.italia.it desiderosi di trovare informazioni per programmare il proprio viaggio in terra italica riceveranno in risposta un messaggio di errore. “Fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall`allora ministro per l`Innovazione Lucio Stanca“, ha affermato ieri Francesco Rutelli, addossando al precedente esecutivo le “responsabilità per l`inefficacia della soluzione tecnologica e l`incongruità dei finanziamenti“. Nel frattempo Nicolais, l`altro ministro competente sul portale, aveva messo in piedi una commissione di indagine e insediato il Comitato nazionale per il portale Italia.it, composto da esponenti delle amministrazioni centrali e locali, con il compito di dare una regia al progetto e decidere come investire il resto dei soldi. Il tutto mentre una petizione on line chiedeva la pubblicazione dei documenti relativi all`aggiudicazione della gara e l`attivismo virtuale dava vita a Ritalia, chiamando a raccolta programmatori e grafici per la riprogettazione del portale. Purtroppo, nessuna di queste iniziative e prese di posizione ha migliorato le sorti del web-mostro. Pur con qualche aggiustamento, il pachidermico portale ha continuato a trascinarsi stancamente, poco attraente e poco visitato. Negli ultimi mesi il sito si reggeva sulle proprie gambe virtuali solo grazie al lavoro gratuito della redazione. E ora? Mentre il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti, dal Ministero dell`innovazione e delle tecnologie fanno sapere che decisioni sul futuro non ne sono ancora state prese. Tra le ipotesi in esame c`è anche quella di indire un nuovo bando di gare per l`assegnazione dei soldi non ancora investiti. Nel frattempo, in attesa delle nuove strategie online del nostro turismo, qualche frammento di Italia.it continua. E` il video inaugurale del ministro Rutelli che, in inglese, invita i turisti dl mondo a visitare l`Italia promettendo di accoglierli “calorosamente e con una migliore organizzazione“. Su YouTube è un oggetto di culto.

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