8 Aprile 2019

Sprechi, aumenti e reti colabrodo Bolletta dell’ acqua più cara del 10%

a treviso il maggior salasso del veneto: 40 euro in un anno codacons: paghiamo anni di inefficienza e scelte sbagliate
Sempre più costosa l’ acqua a Treviso e provincia: nei 52 Comuni serviti da Ats la bolletta è aumentata del 10 per cento dal 2017 al 2018, l’ incremento più alto di tutto il Veneto. Un salasso, per una famiglia di quattro persone, di circa 40 euro l’ anno, dovuto anche (e soprattutto) all’ inefficienza della rete, un colabrodo vecchio mezzo secolo che perde quasi la metà dell’ acqua che transita al suo interno: il 39,5 per cento la dispersione media negli ultimi cinque anni nella Marca. «L’ inefficienza si paga» attaccano i consumatori; Ats risponde con un maxi investimento da 20 milioni che potenzierà il depuratore di Castelfranco riducendo le spese per lo smaltimento dei fanghi. l’ acqua vale oroÈ la ricerca dell’ Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva a svelare l’ incremento. Con un consumo annuo di 192 metri cubi (l’ acqua utilizzata da una famiglia di quattro persone) la spesa per il 2018 a Treviso è stata di 436 euro, a fronte dei 395 circa del 2017. È l’ incremento maggiore in Veneto. Valori che non cambiano nel caso di un nucleo di tre persone, con 150 metri cubi l’ anno: 322 euro la spesa media nel 2018, il 9,2 per cento in più dell’ anno prima. Il valore della dispersione è migliorato nel tempo ma resta oltre i livelli di guardia: 33,8 per cento ma ci sono punti, in provincia, in cui si arriva abbondantemente sopra il 40 (dati Legambiente). gli sprechi si pagano«I cittadini ora si sono accorti che l’ inefficienza costa cara» commenta Franco Conte, presidente Codacons Veneto, «la paghiamo con i deficit delle aziende municipalizzate o attraverso l’ aumento delle bollette, come in questo caso. La dispersione dell’ acquedotto, con perdite dal 25 al 40 per cento, è una drammatica tassa occulta. Da parte nostra rivolgiamo un appello alle amministrazione locali: quando individuano i presidenti degli enti di gestione lo facciano nell’ ambito di professionalità competenti, in genere invece queste società rischiano di essere luoghi di compensazione di mancati risultati elettorali». problema perdite«Gli aumenti li decide l’ autorità d’ ambito» taglia corto Raffaele Baratto, presidente di Ats, «per quanto riguarda la dispersione, abbiamo ricevuto in gestione impianti vecchi anche di settant’ anni. A Treviso stiamo facendo investimenti notevoli e siamo stati fra i primi ad applicare la nuova tecnologia della “calza” in kevlar, che ci consente di riparare vasti tratti di tubature». Una tecnologia sperimentale che anche Piave Servizi, gestore dell’ acquedotto in altri 39 Comuni, ha applicato su una vasta porzione di acquedotto, nel Coneglianese, con buoni risultati. Assieme all’ analisi satellitare dello stato delle perdite (su cui Piave Servizi ha appena investito 250 mila euro), è la tecnologia su cui le due società scommettono per abbassare la quota di dispersione media. nuovo depuratoreSecondo Ats, inoltre, nel “caro bolletta” pesano le spese per lo smaltimento dei fanghi, oggi più di 100 euro a tonnellata. «Stiamo investendo 25 milioni di euro per potenziare la capacità del depuratore di Castelfranco, che serve tutta la provincia» continua Baratto, «il progetto è in fase di valutazione Via in Regione, tra un anno contiamo di affidare l’ incarico. Permetterà di convogliare una quantità maggiore di fanghi che finora vengono smaltiti in agricoltura e poi finiscono in falda. Sarò un efficientamento che permetterà di ridurre le tariffe». –Andrea De Polo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox