20 Aprile 2010

Spostamenti di lavoro trasformati in avventure

Da chi è ancora nei guai a Pechino e San Pietroburgo a chi è stato costretto a farsela in bus dalla Cornovaglia

I RISARCIMENTI. La compagnie aeree – da Lufthansa a Air France fino alle compagnie low coast – hanno già assicurato il rimborso del costo del biglietto o, nella maggior parte dei casi, l’ erogazione di un nuovo titolo di viaggio. Rimborsi, questi, dovuti come ricorda il Codacons del Friuli Venezia Giulia. Di risarcimenti danni, però, neanche a parlarne e anche le spese del soggiorno aggiuntivo o quelle affrontate dai viaggiatori per poter rientrare (come i biglietti di treni o auto a noleggio) non saranno compensate. LE POSTE. Non solo le persone viaggiano. Il blocco aereo che ha pqaralizzato l’ Europa e la regione tutta, ha naturalmente interessato anche le merci. Se Poste Italiane non hanno registrato particolari disagi, più complessa la situazione per i corrieri espresso di cui le aziende si servono per spedire in tutto il mondo il materiale più svariato: dal campionario all’ accessorio dimenticato in un ordine. Legati all’ attività degli scali, gli operatori pordenonesi non hanno potuto fare altro che avvisare i clienti dell’ impossibilità di garantire tempi certi. TAPPE FORZATE. E’ abituato a girare il mondo e a destreggiarsi in ogni situazione, ma «un momento simile l’ ho vissuto solo vent’ anni fa in Grecia per una nevicata straordinaria». Eugenio Sartori, direttore dei Vivai cooperativi di Rauscedo, dalla Russia del sud ha preso un volo fino a Istambul. Non potendo proseguire in aereo, «sono arrivato in taxi alla frontiera con la Grecia, un collaboratore dei Vivai mi ha recuperato a Salonicco e da là con un altro taxi sono arrivato in Macedonia». Altro cambio fino a Belgrado e poi via fino in Italia:totale 20 ore.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox