Spinella, parte civile: «Resta l’ amarezza»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
«No, non sono soddifatto. Anche se la giustizia fa il suo corso, mi resta una profonda amarezza». Il professor Giovani Spinella ha ottenuto ragione al primo round in aula, l’ associazione che presiede, gli Amici del Cuore, ha ottenuto un risarcimento, ma resta la ferita della fiducia tradita. «Non è stato facile affrontare questa situazione all’ inizio, ma ora sappiamo che si può fare a testa alta e schiena dritta». È stato infatti Spinella, quasi contemporaneamente al Codacons (che però non è riconosciuto come parte civile), ad avviare la segnalazione che ha aperto il vaso di pandora di Cardiologia. Nel marzo 2011 Spinella, come presidente degli Amici del Cuore – associazione che da anni collabora con il Policlinico e ha un ruolo primo piano con la comunità modenese, come riconosciuto dal giudice Romito – ha presentato una denuncia circostanziata alle autorità sanitarie regionali e locali e alla Conferenza dei servizi socio sanitari della Provincia dando sostanza a voci circolanti da tempo attraverso 51 cartelle contenenti 43 criticità che interessavano la Struttura Complessa allora diretta dalla professoressa Modena che, ricordiamo, era circondata da un’ aura di prestigio internazionale, ritenuta una delle più valide cardiologhe italiane. Da quelle segnalazioni è scattata la verifica della la regione attraverso la Terza Commissione Sanità della Regione che è poi sfociata in un esposto e nell’ avvio della lunga e complessa indagine seguita dal sostituto Marco Niccolini. Indagine sotto traccia per tutto il 2012 e gran parte del 2012 – non si sapeva quasi nulla del contenuto – e poi dal 9 novembre, giorno della grande “retata” di arresti, portata alla luce con le indagini dei Nas di Parma. È stata quella tornata di arresti di camici bianchi all’ alba che ha portato in carcere nove medici del reparto, compresa la prof. Modena e il direttore di Emodinamica dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi rivelando a una città incredula che dietro l’ eccellenza del reparto c’ era un sistema corruttivo collaudato, il cuore della maxi-indagine. Telegrafico il commento della dottoressa Licia Petropulacos, Dg del Policlinico, che in questi anni ha speso tutto il suo impegno per riportare l’ ospedale di via Del Pozzo a buona fama (lo scandalo ha avuto costi materiali, finanziari e d’ immagine giudicati inquantificabili): «La sentenza conferma che i fatti contestati dalla pubblica accusa avevano un fondamento». Il rettore Angelo Andrisano ha reintegrato la prof. Modena nell’ insegnamento proclamando il suo garantismo fino all’ ultimo grado, mentre l’ ateneo ha deciso di non costituirsi parte civile. Alla luce della sentenza, il rettore commenta: «Prediamo atto delle decisioni del Tribunale ed in attesa di conoscere le motivazioni della pronuncia, confermiamo la piena fiducia nell’ operato della magistratura, con riserva di adozione di ogni conseguente provvedimento».
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