«Spiagge per nudisti? Si, ma non qui»
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fonte:
- Il Secolo XIX
Scetticismo da parte di sindaci e bagni marini sulla proposta del Codacons di attrezzare aree balneari per “naturisti“
«Nudisti? Sì, ma non qui». Questa in sostanza la reazione savonese alla richiesta del Codacons ai Comuni italiani: attrezzare spiagge dedicate ai naturisti, senza costringerli ad andare all`estero. Riccardo Borgo, presidente provinciale dell`Associazione bagni marini, si dichiara «favorevole alla proposta, visto che ciascuno è libero d`abbronzarsi come meglio crede». Ma non può fare a meno di sottolineare gli ostacoli da superare: «Bisogna stare attenti alla sensibilità altrui e nel Savonese non c`è un tratto di litorale adatto a risolvere il problema».
Sulla medesima lunghezza d`onda Enrico Schiappapietra, presidente dei bagni marini di Savona: «Qui in città non ci sono spazi idonei, ci sono case e palazzi che s`affacciano sul mare. È anche vero che è necessario cercare d`accontentare tutti». Ma in tutta la provincia non esiste veramente un solo centimetro di spiaggia che possa soddisfare le esigenze dei naturisti? Eppure ci sono precedenti che si chiamano Punta Crena a Varigotti e Piani d`Invrea… «Occorrono zone più appartate – sostiene Pier Paolo Cervone, sindaco uscente di Finale – In passato c`erano state parecchie denunce per i naturisti a Punta Crena». Un paio di riservate calette agli scogli neri di Varazze erano diventate una meta prediletta. Fra i naturisti anche alcuni varazzini e soprattutto giovani indigene. «All`inizio – confermano Valerio F. e Giovanni B., fra i primi nudisti – eravamo in pochi, amici e amiche di Varazze. Poi, la voce è corsa e negli anni seguenti si sono aggiunti milanesi, piemontesi e qualche straniero». Nell`estate `96 si verificò addirittura un clamoroso scontro fisico fra nudisti e benpensanti, che costrinsero gli emuli di Adamo ed Eva ad abbandonare le spiaggette. Che hanno comunque ripreso ad essere frequentate da alcuni nudisti, tutto sommato tollerati. Che ne pensa il sindaco uscente Giovanni Busso? «Bisogna partire dal principio che la libertà personale finisce dove inizia quella collettiva».
Chiusura con Gianluigi Taboga, vicepresidente nazionale di Assoutenti: «Non togliamo spazio alle famiglie: le regole della decenza devono costituire la base di utilizzo dell`arenile».
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