10 Luglio 2014

SPIAGGE LIBERE E STABILIMENTI BALNEARI

SPIAGGE LIBERE E STABILIMENTI BALNEARI

di RAFFAELLA D’ ANGELO* Tutte le spiagge fanno parte del demanio marittimo e costituiscono pertanto una proprietà inalienabile dello Stato, un bene pubblico di proprietà comune. Dopo la riforma del titolo V della Costituzione del 2001, la loro gestione amministrativa è passata dallo Stato ai singoli comuni. A questi quindi è data la facoltà di concessione delle spiagge a privati per la loro valorizzazione turistica. I privati concessionari pagano un canone di concessione che va in gran parte allo Stato, titolare del diritto e in minima parte ai comuni, che comunque si occupano della riscossione, per finanziare i propri compiti gestionali ed amministrativi. Una Direttiva europea impone di rivedere questo sistema e di prevedere le concessioni attraverso gare ad evidenza pubblica. L’ Italia ha prorogato il termine del 2015 previsto dalla UE al 2020. Le porzioni di spiaggia assegnate in concessione vengono attrezzate dai privati con servizi a pagamento. Per quanto riguarda i prezzi da applicare vige il libero mercato, la legge prevede semplicemente che il prezzo debba essere adeguato al servizio offerto. Pertanto la valutazione spetta all’ utente che dovrà comunque ricevere uno standard minimo: docce incluse nel prezzo e in numero sufficiente; bagni; spogliatoi; pulizia della spiaggia e soprattutto un adeguato servizio di sicurezza e di salvamento con mezzi idonei e personale provvisto di brevetto. L’ accesso alla spiaggia è gratuito anche attraverso gli stabilimenti. Non può essere richiesto alcun pedaggio e si può usufruire della battigia, ossia dell’ area di cinque metri dalla riva, esclusa per legge dalla concessione, sempre. L’ unica regola è evitare la sua occupazione con ombrelloni o mezzi ingombranti che possano pregiudicare anche la sicurezza in caso di intervento. Le spiagge libere devono essere alternate a quelle occupate da stabilimenti e la loro pulizia spetta al comune o in mancanza allo stabilimento confinante. Anche sulle spiagge libere deve essere presente il servizio di salvamento e la segnalazione di pericolo e laddove ne siano sprovviste il comune deve apporre idonea segnalazione. Anche in questo caso, però la mancanza del servizio dovrà essere supplita dai bagnini degli stabilimenti confinanti. Infatti questi hanno obbligo di intervento in situazioni di pericolo, anche sulla spiaggia libera. La L. 494/1993 ha previsto l’ adozione a cura delle Regioni di un Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali, previo parere dei Sindaci costieri che dovrebbe favorire lo sviluppo turistico prevedendo standard qualitativi e di prezzo rapportati alla zona di interesse e dovrebbe prevedere così una omogeneità anche nei servizi resi e prezzi applicati. Piano mai adottato in Campania. Tutte le irregolarità vanno segnalate a seconda della situazione alla Polizia Municipale, quando riguardino i servizi rientranti nella concessione, alla Guardia di Finanza per omissioni fiscali, e alla Capitaneria ove riguardino la sicurezza. La sanzione a seconda della gravità può comportare anche la revoca della concessione. Vigilate gente, vigilate… *responsabile Ufficio Legale Codacons Campania.

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