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19 Aprile 2019

Spiagge di Puglia «plastic free» Al bando bicchieri e bottiglie

L’ordinanza regionale in vigore dall’estate: è la prima Regione d’Italia ad attuare il provvedimento. Previsti anche incentivi per i pescatori che la catturano con le reti

Adesso c’è l’ordinanza: il mare di Puglia non annegherà nella plastica. E non faranno questa fine neanche le spiagge, visto che già in estate lungo gli stabilimenti balneari saranno messi al bando piatti, bicchieri, posate e bottigliette. Lo ha annunciato la Regione. Che ha deciso di anticipare di due anni e mettere nero su bianco con un’ordinanza l’attuazione di una direttiva europea. E così, se Bruxelles concede altro tempo vietando l’utilizzo della plastica monouso solo a partire dal 2021, da queste parti si rompono gli indugi e soprattutto si bruciano le tappe.

«Siamo la prima regione d’Italia», esulta l’assessore al Bilancio con delega al Demanio marittimo, Raffaele Piemontese. Il nuovo corso, fortemente voluto da governatore Michele Emiliano, è stato imboccato dopo una serie di passaggi obbligati nel segno della concertazione. A cominciare dal dialogo con i gestori dei lidi. I quali, a quanto pare, guardano di buon occhio all’iniziativa. Insomma si tratta di una scelta ponderata e anche condivisa, salvo possibili mugugni da parte di turisti affezionati ai picnic in riva al mare che saranno evidentemente costretti a rinunciare o a riportarsi a casa i contenitori non proprio ecologici. «Serviranno controlli rigidi», avverte il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini. In ogni caso la decisione è presa e non sono ammessi ripensamenti: le istituzioni hanno dato l’annuncio nel corso di un incontro organizzato dall’associazione «L’isola che non c’è» di Latiano, in provincia di Brindisi.

L’ordinanza, firmata da pochi giorni, entrerà in vigore già questa estate ed Emiliano tiene a ribadire che «la Puglia si dimostra all’avanguardia e lungimirante». Proprio il governatore è stato promotore di un progetto che prevede incentivi per i pescatori che ogni giorno si ritrovano le reti stracolme di plastica e le riportano a terra per il riciclo, iniziativa già partita tra le isole Tremiti e Molfetta con il reclutamento di nove imbarcazioni. Come dire: un’offensiva ambientalista per terra e per mare, che passa anche per le nuove regole messe a punto in queste ore. Le istruzioni per l’uso delle spiagge prevedono il divieto di utilizzo degli oggetti in plastica per la vendita di cibo e bevande in bar e ristoranti che si trovano negli spazi dati in concessione; ma non solo: perché la musica non cambia in caso di spiagge libere.

Sono ammessi invece piatti, bicchieri e posate compostabili e biodegradabili: reperirli non sarà certo un problema, anche se i costi per una giornata sotto l’ombrellone probabilmente sono destinati a salire e forse incideranno sulle tasche dei bagnanti come ipotizza il Codacons, che prevede un aumento del 20% per le tariffe dei lidi. Discorso a parte per l’acqua minerale: è tutto rinviato di un anno. Il decalogo targato Puglia ha trovato la preziosa sponda dei gestori degli stabilimenti. «È una vittoria per tutti», dice il presidente regionale di Federbalneari, Fabrizio Santorsola, nonostante i dubbi di alcuni imprenditori del settore che si interrogano sulle scorte già acquistate: montagne di piatti e bicchieri e posate destinate a rimanere nei magazzini. Tuttavia il fronte del no alla plastica rimane nel complesso compatto. E trasversale. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile in una terra che, soprattutto da maggio a ottobre, punta forte sul turismo e mette in vetrina i suoi 800 chilometri costa: un catalogo delle meraviglie che il New York Times, non a caso, ha inserito tra i 52 luoghi del mondo da visitare nel 2019.

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