31 Maggio 2003

Spiagge all?orimulsion, sfilano i periti

Spiagge all?orimulsion, sfilano i periti

All?origine dell?incidente ci sarebbero strutture non adeguate



La perdita c?è stata, tracce di una sostanza bituminosa sono state trovate a Platamona, a Cala Lupo, nei pressi di Stintino; bastava infilare la mano sotto la sabbia. Entra nel vivo il processo a carico del responsabile della Elettrogen, Salvatore Signoriello, sotto accusa per presunti danni ambientali lungo il litorale di Platamona, a seguito di una perdita di orimulsion dalla centrale elettrica di Fiumesanto.
Davanti al giudice Gianni Delogu, incalzati dalle domande del pubblico ministero Antonio Piras, si sono alternati ufficiali della capitaneria di porto di Porto Torres, il comandante dei vigili del fuoco di Sassari, il responsabile del presidio multizonale della Asl n.1 incaricato di effettuare i controlli sulle sostanze disperse.
Il giudice dovrà stabilire se il 15 febbraio di tre anni fa, giorno dell?incidente, il direttore della centrale aveva davvero fatto tutto il possibile per circoscriverne gli effetti, avvisando, nei tempi stabiliti dalla legge, le autorità.
Gli ufficiali della capitaneria di porto hanno illustrato i rapporti di ispezione, dopo una segnalazione di prodotto inquinante fuoriuscito dalla centrale Enel. Sono state accertate infiltrazioni nella condotta dell?acqua piovana, per un combustibile finito fuori dal bacino di contenimento, prima barriera di sicurezza. Ma a questo proposito sembrano rivelatorie le dichiarazioni del comandante dei vigili del fuoco, Pippo Mistretta: «Il vecchio bacino di contenimento funzionava con gli olii combustibili utilizzati prima dell?orimulsion, che una volta venuti a contatto con l?esterno si solidificavano. Non funziona nello stesso modo con l?orimulsion che invece si infiltra, se il bacino non è impermeabile. La possibilità che gli olii finiscano nelle acque fognarie, poi, esiste: ma gli effetti sono limitabili grazie a dei filtri che separano l?acqua dalle sostanze oleose. L?orimulsion invece ha caratteristiche molto simili all?acqua, separare le due componenti diventa difficile».
«La perdita è durata venti minuti circa», stigmatizza Mistretta alla fine della sua deposizione, seguita da quella del responsabile del presidio multizonale Giuseppe De Luca. Che ha ridimensionato l?evento: «Abbiamo raccolto circa trenta campioni – ha detto al giudice – e soltanto alcuni hanno caratteristiche assimilabili all?orimulsion, tra l?altro nelle vicinanze della perdita». «Ma quanto combustibile è finito a mare?», chiede Pina Zappetto, avvocato di parte civile per conto del Codacons (associazione in difesa dei cittadini e dei consumatori). «Più o meno una trentina di chili», ha risposto De Luca, nell?impossibilità di specificare se sono finiti depositati sul fondo del mare o sulla superficie, «dipende dalla densità».
L?avvocato Giuseppe Conti, difensore di Salvatore Signoriello, ha cercato di chiarire se le lesioni al bacino di contenimento fossero ascrivibili a degli scavi recenti effettuati poco distante. Prossima udienza il 3 ottobre.



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