1 Agosto 2011

“Spiacenti, a terra” E Alitalia risarcisce

Insoddisfatti e rimborsati. Motivo: la vacanza rovinata dall’ overbooking, strategia di revenue management (gestione della redditività) attuata dalle compagnie aeree. In sostanza, si accettano più prenotazioni dei posti disponibili sull’ aereo, con il rischio di lasciare a terra i passeggeri. E’ accaduto a una famiglia romana di quattro persone: il 4 aprile 2009 stanno per imbarcarsi sul volo Fiumicino-Il Cairo, ma non superano il check-in. Nella roulette del sovraffollamento, sono costretti a rinviare la partenza di un giorno. Alitalia, come prevede il regolamento della Comunità Europea (numero 261 del 2004), li rimborsa con la somma di 400 euro a persona. Al ritorno dal viaggio, più breve di un giorno a causa dell’ intoppo, i consumatori si rivolgono al Codacons. L’ indennizzo, a fronte dei numerosi disagi, gli sembra inadeguato: la visita in Egitto sarebbe stata l’ unica occasione per stare tutti assieme. «Il padre vive all’ estero – spiega Cristina Adducci, l’ avvocato del Codacons che li ha difesi – e tenevano moltissimo a condividere questo raro momento di svago» . Tant’ è: il caso finisce in Tribunale. E il giudice civile Antonella Illuminati accoglie la richiesta di ulteriore risarcimento. La sentenza condanna Alitalia a versare 500 euro a persona per il «danno morale legato alla perdita di un giorno di vacanza» e 300 per le spese patrimoniali (del taxi per tornare a casa e della messa in sicurezza dei bagagli). Alla compagnia aerea sono addebitate anche le spese legali (2.170 euro). «Riceviamo continue rimostranze per situazioni analoghe- dice la legale del Codacons- ma in pochi sono così tenaci nel rivendicare i propri diritti. La famiglia è stata molto coraggiosa» . Alitalia, nel frattempo, sta valutando la possibilità di ricorrere in appello. «Abbiamo applicato la normativa europea – dichiara l’ ufficio stampa del gruppo – che prevede la compensazione individuale dei passeggeri, proporzionale alla distanza, e la riprotezione sul primo volo disponibile» . Non solo: «Nel corso del procedimento, abbiamo anche offerto una transazione, ma non è stata accolta» . Sull’ overbooking, infine, la compagnia precisa: «Cerchiamo di farlo in maniera chirurgica. In questo periodo di traffico record, con 9.000 passeggeri al giorno, la percentuale di persone che non riescono a partire è minima» . Condannata a risarcire una coppia di romani anche la compagnia Eurofly. La cifra stabilita dal giudice di pace è di 2.500 euro per danno da ritardo aereo, più 2.350 di spese legali. L’ episodio risale alla primavera del 2007: i turisti, diretti da Fiumicino alle Maldive, rimangono in stand-by per oltre un giorno. Il volo continua a slittare senza sapere se, e quando, decollerà. «Eurofly Spa – si legge nella sentenza – non ha ottemperato agli obblighi d’ informazione nascenti dal principio generale di correttezza, tenendo all’ oscuro viaggiatori e il tour operator sulle cause del ritardo» . © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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