Spettacoli fantasma, scoppia il caos
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fonte:
- Quotidiano di Sicilia
PALERMO – Gli scandali in Sicilia non hanno mai fine. Sembra che nulla possa fare da deterrente, neanche le indagini e le accuse degli ultimi mesi, talmente fitto è il sottobosco di corruzioni, truffe e malaffare che coinvolge tutti i settori.Nemmeno la cultura, che dovrebbe fare da modello, che dovrebbe essere da esempio, rimane al di fuori dai giri illeciti. Sono state comunicate ieri infatti le accuse e le rivelazioni fatte dalla Guardia di Finanza di Palermo, che coinvolgono molti imprenditori teatrali dell’ Isola. Sembrano essere loro i responsabili di una serie di truffe da 2,3 milioni di euro complessivi ai danni della Regione Siciliana, risalenti al 2008.Si parla di “falsificazione di documenti, messa in scena di spettacoli ‘fantasma’, false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false”.Su 91 teatri esaminati dalle Fiamme gialle ne sono stati trovati ben 72 irregolari. Una percentuale impressionante. L’ accusa è di aver utilizzato a discrezione e fuori dalle regole, i fondi erogati dall’ assessorato regionale dei Beni culturali ed ambientali e della Pubblica istruzione, che dovevano essere finalizzati esclusivamente per promuovere lo sviluppo e per favorire le attività teatrali.Le indagini sono state coordinate da Daniele Paci e Roberto Tartaglia, i due sostituti procuratori della procura a Palermo, e sono state sviluppate dal Nucleo di polizia tributaria delle locali Fiamme gialle. Sono stati loro a procedere con l’ acquisizione e con la disamina del materiale e di tutta la documentazione relativa alle istanze presentate dagli organismi teatrali operanti in tutta la regione – soprattutto a Palermo e Catania – per ottenere l’ erogazione del contributo.Questo avviene attraverso un bando pubblico, per il quale i partecipanti devono presentare alcuni dati, tra i quali il loro piano di attività, gli eventuali addetti assunti e la diffusione del loro lavoro, anche all’ estero. In seguito l’ assessorato valuta l’ insieme attraverso dei parametri prestabiliti e compila una graduatoria. Dai controlli incrociati delle Fiamme gialle è uscito fuori un numero di illeciti davvero difficile da credere.L’ elenco dei denunciati è lunghissimo. Esso comprende però solo i teatri privati, perché gli stabili e gli enti lirici hanno canali di finanziamento pubblico diversi. Ad essere sotto i riflettori sono soprattutto i responsabili, direttori o presidenti di queste associazioni. In alcuni casi invece sono state accusate figure terze che hanno presentato a propria firma le istanze per l’ accesso al beneficio e hanno sottoscritto tutta la documentazione, apponendo la firma al posto del legale rappresentante delle associazioni in questione.Ci sono Franco Zappalà, presidente dell’ Associazione culturale “Parsifal”, Gianni Nanfa, legale rappresentante della “Avia Soc. Cooperativa a r.l”, Aldo Morgante, legale rappresentante della Teatro “Al Massimo” Stabile privato di Palermo, Vito Parrinello del teatro Diritammu, Giuseppe Lelio dell’ Agricantus, Massimo Campagna dei Candelai tra i 72 imprenditori del settore teatrale, denunciati dalla guardia di Finanza, che avrebbero messo in scena spettacoli fantasma con presunte false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false. Anche nei loro confronti la Procura ha già emesso avvisi di conclusione indagini.Tra i denunciati anche Gaetano Aiello presidente dell’ Associazione culturale e ricreativa “Il Ficodindia”. Fabio Navarra presidente dell’ Associazione culturale “Nave Argo”, Giuseppe Provvidenti, presidente dell’ Associazione culturale e teatrale “Compagnia Associata Teatrale dell’ Arte Dialettale”, Salvatore Amore presidente e direttore artistico dell’ Associazione culturale Compagnia teatrale “Il Sipario”, Agatino Pasqualin, presidente dell’ Associazione teatrale “Gruppo D’ Arte Sicilia Teatro”, Giovanni Salvo legale rappresentante della “Coop. Piccolo Teatro di Catania a r.l”.Dall’ inchiesta emergono diversi casi di falsità dei documenti presentati alla Regione, soprattutto per quelli sui costi sostenuti per la realizzazione di rassegne e festival e per la produzione di attività teatrali per il 2008 su tutto il territorio nazionale ed anche all’ estero, che mancavano delle specificazioni necessarie o addirittura artatamente predisposti e contraffatti. In particolare, un ente teatrale, che era stato escluso dal contributo per aver predisposto una stagione di modesto livello, ha tempestivamente prodotto una falsa documentazione attestante l’ avvenuta rappresentazione di uno spettacolo a cui avrebbe partecipato un noto artista di fama nazionale, ma che, di fatto, non è mai stato realizzato.Impietosa la reazione del Codacons, il cui portavoce dichiara che “mentre i siciliani fanno la fame e si impoveriscono ogni giorno che passa, alcuni furbetti si arricchiscono alle loro spalle, intascando soldi pubblici sottratti alle tasche della collettività”.Emiliano Zappalà.
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