4 Febbraio 2016

Spese pazze, Salvini chiama Rixi: «Resta lì e lascia perdere i giudici»

Spese pazze, Salvini chiama Rixi: «Resta lì e lascia perdere i giudici»
il leader leghista: fiducia nei pm allo 0,1%, edoardo non si dimette

UNA TELEFONATA alle undici del mattino fa- per ora- tabula rasa dei problemi dell’ assessore regionale leghi sta Edoardo Rixi dopo il rinvio a giudizio nel caso spese pazze. «Salvini mi ha chiamato, mi ha detto di andare avanti, che non è questo il momento di preoccuparsi. È un passaggio importante e lasciatemi dire una cosa, scherzando un po’: ogni valutazione sul comportamento da tenere in caso di condanna, la farò magari quando sarò condannato…». Il leader nazionale della Lega Nord, a modo suo, aveva rilanciato i medesimi concetti intervistato da Rai Radio 2 durante il programma Un giorno da pecora: «Io ho una fiducia nella giustizia italiana pari allo 0,1%. Edoardo non si deve assolutamente dimettere, se dovessimo farlo in base a come si alza il giudice di turno, saremmo messi male…». Si riparte quindi da qui, dopo che il tribunale l’ altro ieri ha deciso che Rixi e altri 22 politici devono essere pro cessati per lo scandalo degli scontrini folli, rimborsati con denaro pubblico durante la legislatura regionale 2010 -2015. Oltre allo stesso Rixi, va ricordato, sono nei guai l’ attuale presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega) e Matteo Rosso, consigliere di Fratelli d’ Italia. Per gli ultimi due, se fossero condannati in primo grado e con l’ applicazione della legge Severino, scatterebbe automatica la sospensione; per Rixi il discorso è diverso, poiché in questo momento è sia consigliere (carica elettiva) che assesso re allo Sviluppo economico (incarico conseguente a una nomina). E poiché la Severino interviene solo per le cariche elettive, ecco che Rixi in caso di condanna avrebbe una sorta di exit strategy per non dimettersi: lasciare la poltrona di consigliere, mantenendo quella di assessore e ovviamente di vicesegretario nazionale del Carroccio.«Per la verità -spiega non avevo mai pensato che nella mia attività politica sarebbe stato necessario approfondire i dettagli della legge Severino. Non so dire ora quale potrebbe essere la mia scelta davanti a una sentenza sfavorevole, ma non per prendere tempo o per opportunismo. Semplicemente, bisognerà valutare nel caso quale sarà il quadro politico. Io a prendermi una pausa non avrei problemi; ma è ovvio che se si fosse in una fase critica sia a livello regionale che nazionale be’, sarebbe come abbandonare la nave nel momento del bisogno». Ieri intanto il Codacons ha annunciato che chiederà di costituirsi parte civile contro tutti gli imputati.
 

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