11 Novembre 2014

Spese “pazze” in Regione Emilia-Romagna. I nomi e le cifre dello scandalo. E Codacons lancia class action

Spese “pazze” in Regione Emilia-Romagna. I nomi e le cifre dello scandalo. E Codacons lancia class action

« Spettacolo , presentato il Tavolo Regione Veneto – Agis delle Tre Venezie Comitato Macfrut, 5 nuove aree di sviluppo della fiera » Spese “pazze” in Regione Emilia-Romagna. I nomi e le cifre dello scandalo. E Codacons lancia class action Pubblicato 11 martedì 2014 14:21 (Sesto Potere) – Forlì – 11 novembre 2014 – Dopo la decisione della Procura di Bologna che ha notificato 41 avvisi di fine indagine riguardanti l’ inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali dell’ Emilia-Romagna, il Codacons lancia una class action , un’ azione collettiva, in favore dei cittadini della regione, attraverso la quale chiedere il risarcimento per l’ uso scorretto dei soldi pubblici per una cifra complessiva contestata dai magistrati che ammonta a 2 milioni e 80mila euro circa. palazzo_regione_E-R La costituzione di parte offesa risulta un passaggio indispensabile perché, se dovesse essere accertato che i soldi pubblici sono stati utilizzati in violazione di qualsiasi regola di buona condotta, si configurerebbe un rilevante danno economico e morale per i cittadini/contribuenti, risarcibile grazie alla costituzione in qualità di soggetto offeso. Stando alle prime indiscrezioni trapelate da Palazzo di Giustizia fra le spese “pazze” si contano soprattutto rimborsi chilometrici, pranzi e cene, regali, feste di compleanni, viaggi , prodotti alimentari, e persino un ‘sex toy’ acquistato da una consigliera regionale Tutti i cittadini residenti in Emilia Romagna – spiega l’ associazione – possono costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla magistratura, utilizzando l’ apposita modulistica pubblicata dall’ associazione sul proprio sito web. Il Codacons invita tutti i cittadini della regione a ribellarsi all’ uso disinvolto dei soldi pubblici, e ad aderire all’ azione collettiva promossa dall’ associazione, attraverso la sezione “azioni collettive” del sito www.codacons.it palazzo-regione-e-r La somma più alta viene contestata dalla Procura di Bologna ai consiglieri Pd, 940.000 euro per 18 indagati. Poi segue ‘è l’ Idv, con 423.000 euro e due consiglieri indagati. Il Pdl con spese che ammontano a 205.000 euro, Lega Nord con 135.000 euro, M5S con 98.000 euro, Sel-Verdi per 77.000 euro, Gruppo Misto : 27.000 euro, Fds (Rif e Pdci) per 151.000 euro e Udc per 31.000 euro. I consiglieri a cui è stato notificato l’ avviso di fine indagine sono: palazzo Regione E-R Marco Monari, Marco Barbieri, Marco Carini, Thomas Casadei, Gabriele Ferrari, Vladimiro Fiammenghi, Roberto Garbi, Paola Marani, Mario Mazzotti, Roberto Montanari, Rita Moriconi, Antonio Mumolo, Giuseppe Pagani, Anna Pariani, Roberto Piva, Luciano Vecchi, Damiano Zoffoli, Matteo Richetti del Pd. Luigi Villani, Enrico Aimi, Luca Bartolini, Gian Guido Bazzoni, Galeazzo Bignami, Fabio Filippi, Andrea Leoni, Marco Lombardi, Andrea Pollastri, Mauro Malaguti, Alberto Vecchi del Pdl. Matteo Riva del gruppo misto (ex Idv) in concorso con l’ impiegata del gruppo Rossella Bolino. Manes Bernardini, Stefano Cavalli, Stefano Corradi della Lega Nord (con loro c’ era Mauro Manfredini, nel frattempo deceduto). Gian Guido Naldi e Gabriella Meo di Sel. Liana Barbati e Sandro Mandini dell’ Idv. Andrea De Franceschi e Giovanni Favia, entrambi eletti nel M5s e poi espulsi dal movimento. Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra.

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