13 Gennaio 2016

Spese pazze in Regione, battaglia in aula

Spese pazze in Regione, battaglia in aula
accusati di truffa e peculato anche cinque pavesi, il pirellone chiede la restituzione dei soldi

PAVIA I giudici hanno preso tempo per la decisione, ma intanto nel maxi processo sul caso Rimborsopoli sono arrivate, ieri mattina, le opposizioni degli avvocati della difesa. Alcuni dei legali dei 56 imputati, tra consiglieri ed ex consiglieri regionali, per le presunte “spese pazze” al Pirellone, tra cui anche cinque pavesi, si sono detti contrari – e hanno quindi presentato una serie di eccezioni – alle costituzioni di parte civile sia di Regione Lombardia che delle associazioni dei consumatori, in particolare Codacons e Codici (Centro per i diritti del cittadino), che si ritengono danneggiati da «un utilizzo disinvolto di denaro pubblico». Gli imputati devono rispondere di truffa e peculato. Accuse che coinvolgono anche Vittorio Pesato, ex consigliere del Pdl, non più in Regione (gli vengono contestati 32.419 euro spesi soprattutto per pranzi e cene), Lorenzo Demartini, consigliere della Lega nel 2008 (contestate spese per 17.506 euro), Francesco Fiori, eletto per il Pdl nel 2008 (spese per 18.219 euro), Antonella Lottini, consigliere del Pdl fino al 2010 (contestata una cifra di 15.122 euro), e Angelo Ciocca, consigliere regionale della Lega, l’ unico a sedere ancora in regione dove è presidente della quarta commissione Attività produttive e lavoro (la procura gli contesta 5.051 euro spesi tra il 2010 e il 2012). Regione Lombardia chiede i danni a tutti gli imputati ad eccezione di coloro (sono 35 persone, tra cui Ciocca) che avevano ritenuto di «adempiere al rimborso volontario». Ma l’ opposizione degli avvocati riguarda anche le posizioni di coloro che sono al centro di un procedimento della Corte dei conti e che, in alcuni casi, sono stati anche già codannati dalla magistratura contabile a restituire il denaro. È il caso, ad esempio, di Lorenzo Demartini, attualmente sindaco di Mede, chiamato a restituire circa 11mila euro. Nel suo caso (Demartini è difeso dall’ avvocato Anna Cicala di Pavia) la Corte dei conti si è limitata a chiedere la restituzione del denaro ma ha escluso il dolo. In ogni caso le eventuali richieste di risarcimento della Regione, secondo alcuni avvocati della difesa, dovranno tenere conto del fatto che il danno patrimoniale è stato già sanato. Il processo, che si sta svolgendo nell’ aula bunker di via Ucelli di Nemi a Milano, ieri mattina è ripartito davanti a un altro collegio, presieduto dal giudice Gaetano La Rocca al posto di quello presieduto da Mariarosa Busacca. I giudici si sono riservati la decisione sulle richieste presentate dagli avvocati. (m. fio.)

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