26 Luglio 2014

Spese pazze, gli indagati sono 47 Spacca: «Ma l’ inchiesta è in corso»

Spese pazze, gli indagati sono 47 Spacca: «Ma l’ inchiesta è in corso»

LE INDAGINI sono ancora in corso, ma è già bufera sul Consiglio regionale delle Marche: sono infatti emersi tutti i nomi dei 47 indagati nell’ ambito dell’ inchiesta per peculato, ossia di aver utilizzato i fondi pubblici, quelli messi a disposizione dei gruppi consiliari, per finalità diverse da quelle istituzionali sulle spese dei gruppi consiliari. I nomi sono nella richiesta al gip, da parte della Procura di Ancona, della proroga dei termini per le indagini preliminari. Tra i nomi spiccano quello del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e quello del segretario regionale del Pd Francesco Comi, oltre al vicepresidente del Consiglio Giacomo Bugaro e al consigliere Francesco Massi. Sono rappresentate tutte le forze politiche da destra (nelle sue varie incarnazioni dal Pdl in poi) a sinistra (Sel e Pdci-Prc), passando per Verdi, Udc, Pd, Per l’ Italia, Psi, liste civiche e dipietristi (compresi gli ex passati a Centro Democratico). Il presidente Spacca è stato il primo ad affidare a una nota il suo commento sulla vicenda: «Le indagini preliminari sono ancora in corso – scrive Spacca -, non è quindi possibile ipotizzare quale sarà l’ esito dell’ evoluzione della vicenda, ad oggi non risultano inviati avvisi di garanzia a singoli soggetti né altre notifiche. La complessita’ dei fatti – continua – rende indispensabile maggiore tempo per accertare la verità, nell’ interesse della giustizia. Del resto, appena avuta notizia dai media dell’ inchiesta nel maggio 2013, la Giunta regionale ha subito deliberato la costituzione di parte offesa della Regione nel procedimento. Tale scelta – dice ancora Spacca – ribadisce che il principio di legalità è il nostro punto di riferimento nei comportamenti istituzionali. Siamo fiduciosi nell’ operato della Magistratura». Oltre a 42 politici tra consiglieri e assessori, la Procura di Ancona ha indagato 5 funzionari, in servizio nella segreteria dei gruppi. NON SONO MANCATI gli imbarazzi: la richiesta di proroga è stata notificata agli indagati in giorni diversi e ieri alcuni non l’ avevano ancora ricevuta. Le indagini si concentrano sul 2012, anno in cui vennero effettivamente spesi 300mila euro in totale, contro i 360mila stanziati a inizio anno. Il procuratore capo di Ancona Elisabetta Melotti precisa che la richiesta di proroga delle indagini «è un atto dal quale non possono trarsi conclusioni sulle eventuali responsabilità di singoli, da valutare al termine delle indagini». E’ possibile che alla fine ci sia qualche «scrematura» tra le varie posizioni o anche che i nomi degli indagati comprendano altri ex consiglieri eletti nella precedente legislatura. Tra le parti offese risulta anche il Codacons, che anni fa aveva presentato una richiesta analoga a quella della Regione. Alessandra Pascucci.

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