Spese di Pasqua, tra offerte e stangate
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fonte:
- Il Messaggero
Secondo un`indagine di Coldiretti, infatti, i dolci regionali “battono“ uova e colombe mentre sono soprattutto i più piccoli a propendere per il cioccolato. Così, in Umbria confermato il trend positivo della ciaramicola (una ciambella “rosa“ per l`impiego di alchermes guarnita con glassa di albume e zucchero vanigliato e decorata con confetti colorati) e la pizza di Pasqua dolce (in Alto Tevere, la ciaccia).
“La preparazione casalinga dei piatti tradizionali – fanno notare da Coldiretti – è un`attività tornata ad essere considerata gratificante per uomini e donne“. In ogni caso, in mancanza di tempo o motivazioni per preparare dolci o torte salate, nella regione non c`è un agriturismo che in questo periodo non proponga un menu di prodotti pasquali tipici.
A proposito di torta al formaggio, “regina“ della Pasqua perugina, specie nei piccoli borghi, la sua preparazione è una specie di rito che coinvolge l`intera nucleo familiare, compreso il capofamiglia.
I “nemici“ in questo caso sono i prezzi dei prodotti chiave, a cominciare dal parmigiano reggiano il cui prezzo nell`ultima settimana è sceso da 14 a 9,90 euro.
“Anche in questo caso bisogna fare attenzione alle offerte – aggiunge la Falcinelli – non rinunciando a fare confronti anche tra più punti commerciali“.
Come ingrediente delle pizze al formaggio e sode per la tradizionale colazione, si calcola che da qui ai prossimi sette giorni, in Umbria (stima Telefonoblu) si consumeranno oltre 750 mila uova di gallina. Le altre uova, quelle di cioccolato, arriveranno il 70% acquistate direttamente, il 30% saranno invece regalate: in totale se ne consumeranno almeno 600 mila, in media tre ogni due famiglie. Quanto a prezzi e sorprese, ce ne sono per tutti i gusti: a parità di peso (250 grammi), infatti, la quotazione può variare da 6,70 euro a 21,50 con la differenza che, in genere la fa la sorpresa. Gli aumenti sono in ogni caso più contenuti (10%) per le uova considerate di fascia media. Ma anche qui bisogna fare attenzione alle offerte.
“Va controllata l`etichetta – rileva la Falcinelli – tenendo presente che la cioccolata è di qualità se la percentuale di cacao contenuta è intorno al 60/70%. Se così non è, il prodotto, oltre ad essere di minore qualità e con inferiori capacità nutrizionali, deve anche costare meno“. Discorso simile per le colombe il cui prezzo – per quelle confezionate -oscilla tra i 5 ed i 7 euro, con le offerte che in alcuni casi hanno tagliato il cartellino anche del 40%.
Capitolo frutta. Il Codacons continua a rilevare prezzi ed etichette nell`ambito dell`iniziativa sms consumatori con l`Umbria che conferma prezzi da “boutique del fagiolino“. “Eccetto i pomodori e zucchine, tutto il resto è in crescita – spiega Carla Falcinelli – con prezzi spesso ingiustificati. A cominciare dalle pere (fino a 2 euro al chilo), passando dai carciofi (anche 1,10 euro a capo) e finire con spinaci (1,70) e banane che quando va bene costano “solo“ 1,45 euro“.
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