18 Ottobre 2021

Spese delle famiglie per Natale, rincari pesanti all’orizzonte

Le spese delle famiglie per Natale rischiano di essere particolarmente “care”. Un Natale ancora lontano all’orizzonte – ma non più di tanto, considerati i primi allestimenti prenatalizi avvistati in magazzini e shop dedicati – ma che già sembra promettere una certezza: rincari su una serie di spese e feste salate. Dagli alimentari a viaggi, dalle decorazioni casalinghe alla ristorazione, niente sembra salvarsi dai rialzi. Secondo il Codacons il Natale di quest’anno rischia di essere il più salato sul versante di prezzi e tariffe. «Potrebbe costare agli italiani, a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia (2019), quasi 1,4 miliardi di euro in più».

L’associazione ha realizzato uno studio per verificare come le tensioni nel settore dell’energia, dei carburanti e delle materie prime potrebbero ripercuotersi sulle spese delle famiglie legate alle prossime festività.

L’associazione ha analizzato quattro voci: spese alimentari, ristorazione, viaggi, regali e decorazioni natalizie. Prendendo in considerazione queste quattro macro-aree e ipotizzando consumi natalizi agli stessi livelli del periodo pre-pandemia, dice il Codacons, la maggiore spesa delle famiglie sfiorerebbe 1 miliardo 400 milioni di euro come effetto dei rincari di materie prime, energia e carburanti.

Il rincari nel settore alimentare

Il rincaro delle materie prime è quello che preoccupa nel settore alimentare. Già a settembre le associazioni di categoria prevedevamo aumenti per farina, olio, burro e lievito. Si è iniziato a parlare di caro-panettone e di rincari che coinvolgeranno pane, prodotti da forno e dolci tipici delle feste. Il rischio è che quest’anno pandori e panettoni siano davvero salati per i consumatori. Secondo CNA Agroalimentare c’è «un calo della produzione di farina che sta portando a dei rincari su pane e pasta che a Natale potrebbero arrivare a oltre il 20% di incremento dei costi. I motivi sono ambientali e climatici, ma anche speculativi».

«Per quanto riguarda il settore alimentare – ricorda oggi il Codacons – nelle ultime settimane produttori e distributori hanno lanciato allarmi circa i rincari dei prezzi delle materie prime (farine, oli, burro, ecc.) che potrebbero determinare incrementi dei listini al dettaglio per una moltitudine di prodotti trasformati (solo i produttori di panettoni nei giorni scorsi hanno parlato di un rincaro dei loro prodotti del +20%)».

L’associazione ipotizza possibili rincari del 2,5% su pesce, carni e salumi, dell’1,5% su spumante e vino, del 2% su uova e formaggi. Ancor più, pensa che rincari saranno del 2,7% su ortaggi, frutta fresca e secca, del 10% su pasta e pane e ancora del 10% su pandori, panettoni e dolci lievitati. Risultato: un aumento di spesa di 99 milioni di euro per la sola voce alimentari.

Il contesto è critico perché alle segnalazioni di rincari sulle materie prime alimentari si aggiunge la stangata sulle bollette (le tariffe di luce e gas da ottobre sono aumentate rispettivamente del +29,8% e del +14,4%) e il caro benzina ormai segnalato da giorni, con la verde che costa oggi il 23,4% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio il 24,3% in più.

Sono aumenti, ricorda il Codacons, che non solo incidono sugli spostamenti degli italiani e sull’intero comparto dei trasporti, ma determinano ritocchi al rialzo dei listini al dettaglio dei prodotti trasportati (in Italia l’85% della merce viaggia su gomma).

Ipotizzando una stima prudenziale dei rincari, «solo per il tradizionale cenone e pranzo di Natale le famiglie si ritroverebbero a spendere circa 100 milioni di euro in più rispetto al 2019».

Le spese per regali e decorazioni

Alle spese delle famiglie per Natale, e alla lista dei rincari, si aggiungono altre voci in ipotesi più comprimibili: regali, addobbi, viaggi e ristorazione.

La spesa per i regali natalizi e le decorazioni per la casa, dice il Codacons, vale circa 7,5 miliardi di euro. Potrebbe subire un aumento medio dei listini del 5% per l’effetto combinato dei maggiori costi di trasporto dei prodotti e della crisi delle materie prime che ha determinato sensibili rincari per la componentistica (come il settore dell’elettronica e dell’hi-tech). La maggiore spesa totale sarebbe di 375 milioni di euro per un valore complessivo di 7,87 miliardi di euro.

La ristorazione a Natale

C’è poi la voce ristorazione. Interessa gli italiani (poco meno di 5 milioni) che trascorrono il pranzo di Natale al ristorante, per un giro d’affari pari a 270 milioni di euro. Il comparto della ristorazione, dice il Codacons, ha fatto registrare nell’ultimo periodo incrementi dei listini superiori alla media nazionale dell’inflazione, anche come conseguenza dei maggiori costi a carico degli operatori del settore. Il rincaro previsto per Natale di quest’anno è del +3,1%, con una maggiore spesa di oltre 8 milioni e una spesa totale prevista in oltre 278 milioni di euro.
Rincari sui viaggi

Capitolo viaggi di Natale. Prima della pandemia, dice il Codacons, circa 19 milioni di italiani si concedevano una vacanza nel periodo compreso tra Natale e l’Epifania. «Non solo viaggi all’estero, ma anche mini-vacanze all’interno dei confini nazionali che generavano un giro d’affari pari a 13 miliardi di euro. Spostarsi, tuttavia, risulta oggi sensibilmente più costoso rispetto al passato, con incrementi dei listini per carburanti, treni, aerei, ma anche per strutture ricettive, servizi turistici, pacchetti vacanza, stimabili in un +7%».

La maggiore spesa in questo comparto è di 910 milioni, la spesa totale è stimata in 13,9 miliardi.

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