Spesa sempre più cara La benzina vola a +20%
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fonte:
- L`Unità
Livelli record per i prezzi dei prodotti di largo consumo: +4,7% in un anno. L’ inflazione è stabile, ma la benzina vola a +20,8%. Più cari anche gas e luce. Per le famiglie un aggravio da oltre mille euro l’ anno. LAURA MATTEUCCI MILANO È la spesa quotidiana che ci massacra. In termini statistici, il carrello dei prodotti a maggior frequenza di acquisto ad aprile è diventato parecchio più pesante: +0,4% i prezzi rispetto a marzo, +4,7% in un anno (livello record dal 2008), certifica l’ Istat. Latte, uova, caffé, pane, tutto costa sempre di più, mentre il prezzo della benzina vola letteralmente: +20,8% su base annua (non accadeva almeno dal 1996, inizio della serie storica), in forte accelerazione rispetto al 18,6% di marzo, mentre su base mensile sale del 3,1%. Qualche esempio: pane e formaggi crescono su base annua rispettivamente del 2,6% e del 3,6%. In continuo aumento il prezzo del caffè (+0,5%, +11,6% rispetto ad aprile 2011) e, al pari di marzo, anche ad aprile si registra un rialzo congiunturale dello 0,5% del prezzo del vino, che sale su base annua del 3,8%. In base ai dati Istat il Codacons calcola che i rialzi dell’ inflazione sul carrello della spesa «si tradurranno in un aggravio di 686 euro all’ anno per una famiglia di quattro persone», mentre Federconsumatori e Adusbef parlano di oltre mille euro. L’ inflazione generale resta invece stabile al 3,3% su base annua,+0,5%su base mensile(comunque più alta rispetto a quella europea). Anzi, al netto dei beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’ indice dei prezzi al consumo resta stazionario al 2,2%. Perché le bollette di luce e gas, come ilcarrello della spesa, sono sempre più pesanti. Il prezzo del gasolio per riscaldamento ausiaggiungono250milalavoratoriincassa integrazione. È la fotografia scattata dall’ IlonelRapportosulmondodellavoro 2012. Nel quarto trimestre del 2011, il tasso di occupazione si è attestato al 56,9%, sempre sotto i livelli pre-crisi. Le categoriepiùcolpitesonoquelladeigiovaniequelladeidisoccupatidilungadurata. La disoccupazione giovanile, salita al 32,6% durante il quarto trimestre del 2011, è più che raddoppiata dall’ inizio del 2008. menta dello 0,3% sul mese precedente e del 10,1% su quello corrispondente del 2011 (era +11,7% a marzo). Tra gli energetici regolamentati, l’ aumento congiunturale è dovuto principalmente al rialzo dell’ energia elettrica (+3,6%), il cui tasso di crescita tendenziale comunque scende al 10,9% (dall’ 11,2% di marzo). In aumento anche il prezzo del gas (+1,5%), che cresce su base annua del 15,1% (era +15,6%a marzo). Prezzi alti, recessione, disoccupazione: è sempre cupo lo stato dell’ arte,mentre il governo annuncia altri tagli per almeno 4 miliardi, che dovrebbero scongiurare l’ ulteriore aumento dell’ Iva previsto da ottobre, dagli inevitabili effetti recessivi. Per le associazioni di consumatori «è evidente che aumentare l’ Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle». Confesercenti torna a ribadire l’ assoluta necessità di interventi: «Anche da questo dato si evincechele priorità restano ilcontrasto della recessione e il rilancio dell’ economia interna». E Confcommercio ricorda che il tasso annuo d’ inflazione al 3,3% non rappresenta «nulla di straordinario, il dato è in linea con le nostre previsioni, che indicano, dopo un lieve rallentamento da giugno, una chiusura d’ anno abbondantemente sopra il 3%, con il rischio di forti aumenti con rialzo dell’ Iva». A chiedere interventi correttivi è anche il Pd, con Antonio Lirosi, responsabile consumatori e commercio: «Rincaro del cosiddetto carrello della spesa che risulta il più alto da settembre 2008; record per i prezzi dei carburanti; continuo aumento del prezzo del gas e delle tariffe elettriche. Ci troviamo in una situazione in cui mai come oggiil potere d’ acquisto delle famiglie è stato indebolito. Infatti, le conseguenze di tale miscela saranno drammatiche sull’ andamento deiconsumi edella domandainterna colpendo soprattutto i redditi medie bassi». «Serve assolutamente intervenire in modo concreto e questo prima di giugno – prosegue Lirosi – mese in cui è prevedibile purtroppo un ulteriore picco negativo dell’ inflazione. In particolare sulle accise e sulle tariffe amministrate, fronti che consentirebbero di ottenere benefici per le famiglie italiane».
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