17 Settembre 2004

Spesa, sciopero riuscito. Anzi no

Spesa, sciopero riuscito. Anzi no


Protesta contro il carovita. Le associazioni: disertati negozi e super. I commercianti: afflusso normale




In lotta contro il carovita. Allo sciopero della spesa, proclamato ieri da IntesaConsumatori, hanno aderito più di quattro consumatori milanesi su dieci, almeno in base al sondaggio realizzato in supermercati e centri commerciali dall?associazione che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Scarsa, invece, la partecipazione per la Fipe-Confcommercio. Per IntesaConsumatori, le famiglie milanesi si confronteranno con una stangata autunnale da 886 euro. Tra cui 300 euro per la benzina, 150 per il riscaldamento, 70 per i trasporti, 60 per i consumi alimentari, 48 per le assicurazioni, 47 per i servizi bancari, gli altri per sanità, scuola e ristoranti. «Lo stop ai consumi ha, però, anche un significato simbolico – spiega Marco Donzelli, presidente del Codacons -. Bisogna rendere i consumatori consapevoli del loro ruolo: fanno parte di un ingranaggio dal quale rischiano di essere schiacciati».
Di qui le due iniziative promosse ieri in città. IntesaConsumatori ha organizzato un presidio in piazza Mercanti, altre otto associazioni tra cui Adiconsum, Confconsumatori e Movimento consumatori, hanno aperto i loro sportelli in via straordinaria anche ai non soci. Per spiegare ai milanesi come difendersi dal caroprezzi. «Per risparmiare – osserva il segretario generale di Adiconsum, Angela Alberti – si può andare a comprare la frutta e la verdura il sabato mattina ai mercati generali o organizzare gruppi di acquisto con amici e parenti».
Consigli ai consumatori, ma soprattutto richieste ben precise rivolte alla Regione, alla Provincia e al Comune. «Sono necessari interventi concreti per aiutare le famiglie – dice Giacinto Brighenti, presidente di Federconsumatori -. Le priorità sono tre. L?indicazione del doppio prezzo, quello all?origine e quello finale, sulle etichette dei prodotti. Accordi tra commercianti e consumatori per ridurre i prezzi. Dati sull?inflazione distinti sia per fasce di reddito sia per tipi di prodotto: beni necessari, durevoli e di lusso». IntesaConsumatori ha misurato l?adesione allo sciopero mettendo a confronto l?afflusso di ieri in supermercati, ipermercati e negozi (presi a campione) con il numero di clienti di giovedì scorso.
Ma per la Faid-Federdistribuzione, l?associazione che raggruppa supermercati, ipermercati, grandi magazzini e discount ieri il viavai di clienti non è diminuito. Di più: «Nei mesi di maggio, giugno e luglio 2004 – va all?attacco la Faid – i prezzi dei prodotti di largo consumo sono calati dello 0,2 per cento rispetto agli stessi mesi dell?anno scorso».


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