14 Dicembre 2009

Spesa sanitaria e vaccini H1N1: tutto secondo copione?

Spesa sanitaria e vaccini H1N1: tutto secondo copione? Nel novembre del 2006 nel sottolineare l’importanza dell’ARS (Agenzia Regionale Sanità) Nino Miceli (PD) aveva lanciato una proposta interessante dichiarando: “Non e’ pensabile che aziende confinanti (Aziende Sanitarie Locali, n.d.r.) non parlino tra loro e, soprattutto, non gestiscano insieme gli acquisti per le forniture e la spesa farmaceutica e che non ragionino neppure nell’organizzazione di dipartimenti e strutture, evitando cosi’ inutili doppioni a pochi chilometri di distanza http://www.ninomiceli.it/main/images/stampa/sanita/razionalizzare%20spese%20asl.pdf Era e rimane una buona idea che sarebbe importante portare avanti, specie dopo la contrazione dei finanziamenti alla sanità pubblica in Liguria pari a 20 milioni di euro su oltre 3 miliardi di Euro, oltre 5800 miliardi delle vecchie lire. Ridurre una spesa imponente senza intaccare i servizi, anzi, migliorandoli se possibile. Tutti d’accordo. Vale anche per i vaccini H1N1 Novembre 2009 Marco Nesci (PRC) nel presentare un’interrogazione alla Giunta regionale della Liguria in merito dichiarava: E? in corso la vaccinazione di massa per la nuova influenza creando, sia dal punto di vista politico che da quello mediatico, un caso eclatante. Nella realtà la situazione è assai meno grave di quello che certi ambienti vogliono far credere. Dicembre 2009: i vaccini sono stati piazzati sul mercato (pubblico) e mentre le case produttrici passano alla cassa, va scemando rapidamente anche l’epidemia mediatica, ma: l’Asl2 vaccina anche tutti i soggetti di età compresa tra i 6 mesi e i 27 anni. Le persone aventi diritto alla vaccinazione devono presentarsi presso i centri vaccinali dell?Asl. Per ora sono ancora esclusi i soggetti affetti da patologie croniche di età superiore ai 65 anni. Oggi in Italia sarebbe stata utilizzata UNA DOSE DI VACCINO SU 70 ORDINATE (nientemeno che l’1,43% ! ) A sostenerlo è il CODACONS che ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti perché valuti se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico in relazione alla campagna vaccinale contro l?influenza A, si legge nel comunicato che riportiamo integralmente: “Il picco dell?influenza, infatti, è ormai stato raggiunto in tutta Europa da settimane e le dosi di vaccino distribuite sono poco più di 5 milioni, contro i 48 milioni di cittadini che all?inizio di questa estate il ministero della Salute sembrava voler immunizzare. Se dopo mesi dall?inizio della campagna vaccinale sono stati distribuiti poco più di 5 milioni di dosi di vaccino e sono state utilizzate circa una dose su 70 ordinate, quando finirà la distribuzione di tutte le dosi fatte produrre dall?industria farmaceutica? Quando finiremo di vaccinarci? Ma, cosa ancora più importante, avrà ancora senso vaccinarsi nel 2010, visto che ormai da 3 settimane consecutive vi è una riduzione degli accessi al pronto soccorso e del numero dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta? Il vicemini­stro Fazio continua a sollecitare la vaccinazione, paventando il rischio di una seconda ondata influenzale. Nei giorni scorsi aveva dichiarato “Siamo in una fase di quasi completa recessione del picco dell’influenza A, ma si tratta di un virus nuovo ed e’ molto improbabile che non si ripresenti, magari l’anno prossimo insieme alla stagionale”. L?anno prossimo?!? Ma il prossimo anno si potranno utilizzare i vaccini prodotti nel 2009? O finiremo per buttare via sia i soldi che i vaccini? Si possono conservare i vaccini per un anno intero? Ma soprattutto, i virus influenzali non vanno ogni anno incontro a modificazioni che richiedono aggiustamenti nella composizione del vaccino stesso? Quanto vaccini verranno pagati dal contribuente italiano senza poter essere utilizzati? Quanti milioni di euro in più incasserà l?industria farmaceutica per questo errore di previsione sia sul picco che sul numero finale dei vaccinati? Il Codacons chiede alla Corte dei Conti di accertarlo, visto che il ministero della Salute non snocciola i dati dei contratti stilati con l?industria farmaceutica.

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