24 Agosto 2010

Spesa per i libri, una scuola su due sfora

L´inizio della scuola si avvicina e per i genitori è il momento di passare in cartoleria muniti di bancomat o di banconote di grosso taglio: bisogna comprare i libri di testo. In teoria dovrebbe essere un salasso contenuto, visto che il ministero fissa dei limiti massimi di spesa. Peccato che questi tetti a Torino vengano sforati da una classe su due. Per verificarlo basta una rudimentale analisi delle tabelle pubblicate da alcune scuole superiori di Torino. Su 32 classi, scelte a caso tra quelle del primo e del terzo anno (in cui il costo dei libri è più elevato), sono 17 ad andare oltre i limiti imposti dal ministero. Di quanto? Si va da qualche manciata di euro fino a 40-45, su tetti che variano in base al tipo di istituto e all´anno da frequentare, ma che generalmente si aggirano attorno ai 300 euro per il primo anno. Senza contare la spesa per i testi che non sono "da acquistare" ma che sono solo "consigliati" dai professori. Una differenza che in molti casi è fittizia. Per esempio, in numerose classi l´edizione della Divina commedia è soltanto suggerita. Ma questo non toglie che una copia dell´opera dantesca vada comunque comprata. E lo stesso vale per i dizionari di latino e greco, strumenti indispensabili ma che in pochi casi sono indicati come testi obbligatori. Il fatto è che di fronte a uno sforamento il genitore può fare ben poco, come spiega la presidente del Codacons Piemonte, Tiziana Sorriento: «Mamme e papà sono disarmati, perché il docente può giustificare l´indicazione di un certo libro come scelta didattica. L´eventuale sanzione non può che arrivare per via gerarchica dal ministero, anche perché altrimenti a cosa serve fissare un tetto?». In effetti la scuola può ricevere un richiamo dall´Ufficio scolastico provinciale ed è costretta ad adeguare gli elenchi dei libri. Ma accade raramente. Ma lo stesso ministero si è rivelato un po´ distratto, perché in una circolare di marzo ha confermato i limiti dell´anno prima senza tener conto della riforma delle superiori. Che oltre a rivoluzionare le denominazioni delle scuole, ha anche introdotto nuove materie, come fa notare il preside del liceo Alfieri, Riccardo Gallarà: «In quarta ginnasio è stata aggiunta la materia "scienze" ma il tetto è rimasto inviariato a 320 euro». Qualche genitore poi si troverà di fronte alle conseguenze dello "sciopero del libro", messo in atto da alcuni collegi docenti che, in primavera, si sono rifiutati di indicare i libri in assenza delle linee guida ministeriali sui nuovi programmi (arrivate solo a metà luglio). All´Itis Avogadro, per esempio, scelsero di indicare tutti i testi come "consigliati" e oggi non è chiaro quali vadano acquistati. Mentre al Pininfarina di Moncalieri decisero di non adottare i libri per le classi del primo anno: «Fu una decisione sofferta – racconta l´allora preside Tommaso De Luca, che a settembre guiderà l´Avogadro – che però il collegio prese all´unanimità. Ora i genitori si troveranno ad andare di corsa dai librai, ma i professori terranno sicuramente conto del fatto che il disagio dipende da loro».

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