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5 Maggio 2009

Spesa, in sei anni rincari per 9.100 euro a famiglia

Codacons, Adusbef e Federconsumatori: quest’anno il maggior esborso solo per l’alimentare sarà di 564 euro

ROMA. In 6 anni (dal 2002 al 2008) ogni famiglia italiana ha speso complessivamente circa 9.100 euro in più a causa dell’aumento del costo della vita. E nel 2009 il maggiore esborso dovrebbe essere, solo per il settore alimentare, di 564 euro.  È quanto evidenziano Codacons, Adusbef e Federconsumatori commentando l’indagine sui prezzi de «Il Sole 24 Ore».  «Quella dei prezzi al dettaglio è una vera e propria giungla che danneggia i consumatori italiani», dichiara il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, aggiungendo che «il dato davvero preoccupante non è tanto la diversità dei listini a seconda delle zone d’Italia, ma la maggiore spesa cui le famiglie italiane sono state costrette a causa dei rincari in ogni settore registrati dall’introduzione dell’euro ad oggi». Gli interventi da mettere subito in campo per consentire risparmi immediati e reali alle famiglie sono il rafforzamento di Mr. Prezzi e la creazione di un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilità di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita. La liberalizzazione dei saldi tutto l’anno; mettere il triplo prezzo sui prodotti dell’ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola; rafforzamento delle autorità esistenti (Antitrust, Agcom, ecc.). Definire il "prezzo anomalo", ossia l’aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile; consentire immediatamente la vendita di carburanti presso la grande distribuzione; effettuare controlli a tappeto negli esercizi commerciali e verificare costantemente i ricarichi dei prezzi dall’origine al dettaglio; creazione in ogni comune italiano di mercati settimanali di vendita diretta produttore-consumatore. «Queste semplici misure – conclude Rienzi – avrebbero effetti immediati sull’economia nazionale, stimolando i consumi, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori, pari a 1.000 euro annui a famiglia». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef secondo cui è positiva l’attenzione posta da Mr. Prezzi ai costi di pane, pasta, carburanti e servizi pubblici. Le sue affermazioni, sottolineano le due associazioni, «non fanno altro che confermare ciò che denunciamo da tempo, cioè doppie velocità e gravi speculazioni all’interno delle filiere, che non possiamo più tollerare». Se non si prederanno provvedimenti, infatti, a pagarne le conseguenze saranno le famiglie, che, per il 2009, si trascineranno un maggiore esborso, solo per il settore alimentare complessivamente inteso, di 564 euro a famiglia. Ma, per una famiglia meno abbiente o numerosa le cose stanno ancora peggio. Facendo l’esempio, nell’ultimo anno, solo per il pane e per la pasta: una famiglia che consuma in media 1 Kg di pane al giorno ha dovuto sostenere una spesa annua complessiva maggiorata di 270 euro, per lo stesso consumo di pasta, una famiglia ha speso 146 euro in più l’anno e, per un consumo di 1 litro di latte al giorno, la spesa è stata più elevata di 62 euro l’anno. Per un totale di 478 euro in più solo per questi tre prodotti fondamentali. ê È alla luce di tutto questo che le due associazioni chiedono al Garante dei Prezzi di intensificare verifiche e controlli ed al Governo di avviare serie misure, tra cui, un intervento presso la filiera di produzione e distribuzione, e l’apertura alla vendita diretta di prodotti agro-alimentari, attraverso i farmer’s market.
 

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