5 Maggio 2020

Spesa in comuni diversi da quello di residenza? Sia il prefetto a chiarire.

 

Spesa in comuni diversi da quello di residenza? Sia il prefetto a chiarire. A chiedere un intervento urgente e dirimente da parte della prefettura è il responsabile di Codacons Lecce Cristian Marchello. «La fase 2 – dice Marchello – non significa assolutamente un liberi tutti. Le prescrizioni alla mobilità dei cittadini permangono salvo quelle espressamente previste dall’ ultimo Dpcm e nel contempo cade il divieto di mobilità intercomunale». Negli ultimi giorni, si è assistito alla polemica sugli spostamenti intercomunali per poter fare la spesa. «Questa polemica -chiarisce il referente di Codacons – ha prodotto come unico risultato quello di creare incertezza. Tutti i provvedimenti emergenziali in periodo di Covid-19 sono permeati dalla disposizione di limitare le uscite ai soli casi di comprovata necessità. Ciò vale anche per l’ ul timo Decreto presidenziale». Marchello ritiene errato il comportamento di Salvemini che aveva comunicato ai suoi cittadini la possibilità di recarsi nei negozi dei comuni limitrofi, ma non risparmia critiche neppure al comune di Cavallino che aveva preannunciato controlli e multe. «Ciò che mai si dovrebbe fare in una situazione di questo genere – incalza Marchello – è creare incertezza nella cittadinanza, per cui ha errato il sindaco Salvemini a non confrontarsi preventivamente con i propri omologhi di Surbo e Cavallino, così come ha errato il Comune di Cavallino e la sua Polizia Municipale». Ora il Codacons si aspetta «un autorevole intervento della prefettura che ponga fine alla diatriba innescata dalle Amministrazioni. Nel frattempo – con clude Marchello – consigliamo a tutti i cittadini di perseverare nei comportamenti virtuosi ed a continuare a fare la spesa nel supermercato vicino alla propria abitazione». [a.n.] «Siano ripristinate tutte le regolari attività amministrative». I consiglieri dell’ opposizione di centrodestra scrivono al prefetto. «Dopo settimane di responsabile silenzio, siamo obbligati, nostro malgrado, ad agire diversamente» dicono Luciano Battista, Saverio Congedo, Roberto Giordano Anguilla, Gianmaria Greco, Andrea Guido, Severo Martini, Giorgio Pala, Andrea Pasquino, Adriana Poli Bortone, Giampaolo Scorrano, Oronzo Tramacere. «Per quasi due mesi abbiamo scelto di mettere da parte qualsivoglia controversia politica, per dedicarci solo ed esclusivamente ai problemi e alle necessità dei cittadini – evidenziano – Motivo per cui abbiamo anche proposto, al sindaco di formare un gruppo di lavoro unico, in cui maggioranza e opposizione, collaborassero per trovare insieme soluzioni e strategie utili ad aiutare i cittadini. Ma mai una risposta è stata data». «Quel che è peggio, però, è che l’ attività della Giunta è andata avanti regolarmente – segnalano e argomenti politici importanti, che nulla avevano a che fare con la crisi e il Covid-19, sono stati oggetto di delibera. Consiglio comunale e Commissioni sono state scavalcate, non c’ è stata alcuna forma di controllo, non c’ è stato l’ espletamento del corretto iter amministrativo, così come previsto dal regolamento e dallo statuto comunale, oltre che dalla Costituzione». «Siamo dunque costretti a convocare le Commissioni Controllo e a richiedere al Prefetto che vengano immediatamente ripristinate tutte le regolari attività amministrative dei consiglieri – spiegano – Inoltre, il sindaco ha il dovere di spiegare all’ Aula e a tutta la cittadinanza quali sono state le politiche di gestione che ha utilizzato nella consegna dei buoni spesa e dei presidi di sicurezza, ma, più in generale, i tanti passaggi governativi che risultano quanto meno dubbi, e che sin dalla fine dello scorso febbraio hanno caratterizzato il suo operato».

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