5 Novembre 2010

Spesa farmaci, Lombardia maglia nera

indagine del codacons sul triennio 2008-2010 È la regione con il primato per il consumo di medicinali contro l’infertilità femminile. «Deficit della sanità è falso»

DA CORRIERE.IT

MILANO – Spesa sanitaria eccessiva per l’acquisto di farmaci in Lombardia, che detiene il primato per il consumo di medicine contro l’infertilità femminile, mentre la regione più virtuosa è l’Emilia Romagna. Sono alcuni dei risultati del monitoraggio "Sentinelle della salute" svolto dal Codacons per un anno in cinque regioni (Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Lombardia e Campania), presentati a Roma al convegno "La sanità difficile". Le ricerche del Codacons sul triennio 2008-2010 evidenziano una forte diversificazione regionale della spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale per l’acquisto di farmaci.

MALATTIE DIVERSE – Ma anche sul fronte delle malattie non sembra esserci omogeneità sul territorio: la Sicilia detiene il record del consumo di farmaci contro la schizofrenia e i disturbi mentali (5,7% della popolazione, contro il 5,1% di Lombardia e il 4,7% del Lazio), mentre in Lombardia si consumano farmaci contro l’infertilità femminile in misura cinque volte superiore rispetto a Lazio, Campania e Sicilia. L’Emilia Romagna presenta invece un consumo generalmente ridotto di farmaci, a parte quelli contro l’ipertensione arteriosa, diffusi in modo maggiore rispetto alle altre regioni. In Campania i medicinali più diffusi sono risultati quelli contro ipertensione, psoriasi, dermatiti e artrite.

«DEFICIT FALSO» – Il Codacons ha inoltre illustrato una denuncia presentata alla Corte dei Conti, alle Procure e ai Nas relativa alle incongruenze riscontrate nella spesa a carico del SSN. «Il deficit della sanità è falso: in realtà va nelle casse delle aziende farmaceutiche – spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Eliminando gli sprechi nelle prescrizioni dei farmaci, non ci sarebbero i deficit in sanità e non sarebbero necessari i tagli nelle regioni. Non è possibile che in una regione si prescrivano farmaci contro l’epilessia per 10 milioni di euro e in un’altra per 500mila euro. Quello che ipotizziamo è che vi sia un’associazione a delinquere dietro tutti questi squilibri nelle prescrizioni dei farmaci». (Fonte: Ansa)

 

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