1 Aprile 2017

Spesa e trasporti Salasso da 532 euro in più a famiglia

Spesa e trasporti Salasso da 532 euro in più a famiglia
i dati
cresce il costo della vita. aumentano i prezzi di alimentari, treni e
aerei. le persone con reddito fisso e gli anziani le categorie più
colpite dai rincari

Dall’ allerta deflazione, specchio di una domanda interna stagnante e di un sistema produttivo in affanno, all’ allarme inflazione, con rischi di nuove difficoltà soprattutto per le famiglie che già faticano, a causa dei redditi bassi, a far quadrare ogni mese i conti di casa. Un passo breve, correlato a variazioni verso l’ alto di pochi decimali di percentuale, eppure in grado di incidere in maniera significativa sul quadro economico generale, in Italia come a Bergamo, e anche sulla vita quotidiana dei cittadini. In moneta, un aumento che, nell’ arco del 2017 (e al netto di sempre possibili inversioni di rotta), si traduce, secondo i calcoli dell’ Unione nazionale consumatori, in maggiori spese, nei nuclei con due figli, per 532 euro all’ anno, 173 dei quali destinati alla spesa quotidiana. I dati sull’ andamento del carovita a marzo sono stati resi noti ieri dall’ Istat: nonostante un lieve rallentamento rispetto al picco di febbraio, quando l’ Istituto di statistica rilevò, su base annua, una crescita dei prezzi dell’ 1,6% (il valore più alto dell’ ultimo quadriennio), anche nel mese appena trascorso l’ indice è cresciuto, a livello nazionale, dell’ 1,4%. Di segno analogo, pur se più contenuto, l’ andamento in città, le cui cifre sono state comunicate dall’ Ufficio statistica di Palazzo Frizzoni: sempre a marzo, dunque, il tasso tendenziale, calcolato in rapporto allo stesso mese dell’ anno precedente, è aumentato dell’ 1%; su base mensile, la crescita è stata invece dello 0,3%. Alimentari aumentati del 2,8% In astratto, come sottolineano gli esperti, dopo la lunga stagnazione non si tratterebbe di un quadro allarmante. I guai, però, cominciano quando, come sta accadendo, la corsa del carovita si concentra su poche tipologie di beni e, in particolare, quelli di prima necessità. Così, limitando lo sguardo sui prodotti che rientrano nel cosiddetto «carrello della spesa» (alimentari, articoli per la casa o la cura della persona), si scopre che il balzo in avanti è stato ben superiore alla media generale ed ha raggiunto, nel mese appena passato, il 2,3%; se si restringe ancora di più l’ obiettivo e ci si limita agli alimentari, si arriva al 2,8%. Un certo rallentamento, in confronto a febbraio, c’ è stato. Ma i calcoli degli effetti sui portafogli delle famiglie sono impietosi: per quella «tipo» dell’ Istat, un po’ irreale visto che considera una media di 2,4 componenti, si tratta di 420 euro in più all’ anno, di cui 137 per la spesa; le coppie con un figlio arrivano a 500 euro, e 163 da destinare ai bisogni quotidiani. Pesanti anche i conti per chi è single, ha più di 65 anni e vive con la pensione: nel 2017 deve prepararsi a sborsare altri 276 euro, e 90 finiranno in cibo e generi di prima necessità. I coniugi over 65 dovranno invece mettere sul piatto 427 euro in più, 139 dei quali andranno nel carrello. Famiglie e anziani a rischio I numeri nazionali non divergono, purtroppo, da quelli locali: a Bergamo, nell’ ultimo anno, gli alimentari sono cresciuti del 2,8% (+0,3% a marzo), con rincari particolarmente accentuati, rispetto a febbraio, per la frutta (addirittura +3,1%), il pane (0,7%), la carne (1%) e il pesce (0,5%). Nel comparto dei trasporti, l’ aumento su base annua è stato del 4,3% (hanno pesato, in particolare, i costi per i treni e dei biglietti aerei, in rialzo rispettivamente del 3,2% e dell’ 8,1%) mentre, in quello dell’ abbigliamento, i consistenti rincari di calzature (0,8%) e indumenti (0,6%) sono stati solo in parte compensati dalla riduzione di prezzo dei servizi di lavanderia. «Questi ultimi – osserva preoccupato il presidente di Federconsumatori Umberto Dolci – non toccano, però, la generalità della popolazione. Occorre sottolineare che i rialzi, concentrati su pochi prodotti di uso generale e quotidiano, rischiano di trasformarsi in un problema serio per chi dispone di un reddito fisso». D’ accordo pure il Codacons: secondo l’ associazione «non è vero che i prezzi crescono perché sono aumentati i consumi delle famiglie. Piuttosto, stiamo fronteggiando gli effetti dei rincari record d’ inizio anno che hanno coinvolto sia il comparto ortofrutticolo sia quello energetico. Siamo, quindi, in presenza di un’ inflazione “malata”, perché non rispecchia l’ andamento reale dell’ economia». E Mina Busi, presidente Adiconsum commenta: «Preoccupa la condizione di tante famiglie già in difficoltà e degli anziani con pensioni basse. Categorie che, in questo anni, hanno fatto grandi sacrifici e molte rinunce. Speriamo almeno che ci sia una spinta per l’ economia».
alessandro borelli
 

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