13 Settembre 2005

Spesa, domani la protesta

Spesa, domani la protesta



ROMA ? Un black out della spesa contro il caro-vita: per dire basta ai continui rincari (calcolati in quasi mille euro l`anno per famiglia), le associazioni dei consumatori domani scenderanno in piazza. Per domani
(mercoledì 14) dunque, niente colazione al bar, sigarette, acquisto di biglietti per bue e metro, stop all`invio di lettere e cartoline, sms e telefonate via cellulare e via dicendo. Una protesta simbolica che però trova i ?registi? dell`operazione divisi (e che ieri hanno presentato l`iniziativa in due distinte conferenze stampa): da un parte Intesaconsumatori, che raggruppa 4 associazioni, propone di manifestare in quattro città italiane (Roma, Milano, Genova e Catania) ed invita i cittadini ad
astenersi da ogni tipo di acquisto dalle ore 11.30 alle 13.30 . Il movimento dei consumatori, che comprende invece 7 associazioni, propone ?soli? 5 minuti di black out all`ora di cena (alle 21) per chiedere provvedimenti tampone al governo contro i folli aumenti di questi ultimi tempi. C`è poi una terza associazione dei consumatori (Cittadinanzattiva) che persegue una terza via, sceglie di non manifestare e ricorda che «più che proteste spot, servono una classe politica sveglia e scelte consapevoli di consumo». «Per noi, quello di mercoledì non sarà uno sciopero della spesa, ma una giornata per la spesa intelligente», spiega il movimento dei consumatori, differenziandosi dall`analoga iniziativa messa in cantiere da Intesaconsumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) che invita i cittadini, sempre nell`ambito dello sciopero della spesa di mercoledì, di spegnere la luce dalle 11.30 alle 11.35 del mattino. «È un orario – ribattono le altre sette associazioni (Adiconsum, Assoutenti, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – in cui le luci non sono nemmeno accese». Ma al di là delle diverse fasce orarie dello sciopero e delle modalità suggerite, le motivazioni della protesta (la quinta degli ultimi anni), sono comunque le stesse. – INTESACONSUMATORI . Facendo i conti in tasca agli italiani, Elio Lannutti, presidente Adusbef, snocciola alcuni dati. «Una famiglia media di 4 persone, con due ragazzi che vanno a scuola, deve spendere: ben 994,6 euro. Al caro-scuola, vera e propria mannaia di settembre da 621 euro, va aggiunta la spesa per la scorta alimentare (200 euro), quella per i trasporti (60 euro), le rate per le vacanze appena trascorse (80 euro), più una multa per riabituarsi al traffico cittadino (33,60 euro). – MOVIMENTO DEI CONSUMATORI . L`obiettivo è chiedere al Governo di intervenire a tutela del potere d`acquisto delle famiglie che si riduce giorno dopo giorno. Tra le proposte avanzate, la sospensione dell`aumento delle tariffe elettriche, la diffusione dei distributori nei supermercati, la riduzione delle accise di almeno 5 centesimi.

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