Spesa di Pasqua, è scontro sui prezzi
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Spesa di Pasqua, è scontro sui prezzi
Codacons: «Pagheremo 70 euro in più». Confesercenti: «Tendenza al ribasso»
Le due verità sullo shopping di Pasqua. C`è quella triste denunciata dal Codacons, nei giorni scorsi: «La festività ci costerà settanta euro in più rispetto allo scorso anno», aveva comunicato l`organizzazione per la tutela dei consumatori. E c`è quella rasserenante dei commercianti, che smentiscono tutto: «Si tratta di pregiudizi», s`è affrettato a precisare il leader di Confesercenti, Mimmo Bilotta. Il Codacons ha corredato le sue preoccupazioni coi dati del monitoraggio dei prezzi dei principali prodotti tipici della festività, effettuato nei cinque capoluoghi calabresi, preannunciandoci una nuova raffica di rincari. In particolare, l`indagine condotta nella nostra città, avrebbe rivelato rincari tra il 5 e il 20% dei prezzi di uova di cioccolata, colombe e carni tipiche (agnello, capretto e coniglio). «Questi aumenti ? ha sottolineato Francesco Di Lieto ? determineranno una maggiore spesa alimentare per le nostre famiglie pari a circa 70 euro». Rincari che sarebbero scoccati proprio in concomitanza con l`avvicinarsi delle festività, momento in cui i prodotti tipici della tavola imbandita cominciano ad andare a ruba. Ma sull`altra riva, quella di chi sta dietro al bancone, Bilotta respinge le accuse. «Ma quali aumenti. Sono preoccupazioni preventive. L`effetto-euro, ormai, è esaurito. Anzi, direi che, in generale, adesso, la tendenza dei prezzi è al ribasso. Per quanto concerne, in particolare, le valutazioni dei prodotti tipici di Pasqua, secondo i dati in nostro possesso, c`è una tendenziale stabilità rispetto a dodici mesi fa. Ormai, gli unici assestamenti sui prezzi sono al ribasso». Cali che arrivano quasi a sorpresa con il prezzo del greggio che sta risalendo e col dollaro che recupera territorio sull`euro. Petrolio e ?verdoni? si stanno comunque già prendendo una rivincita sulle nostre tasche visto che il prezzo della benzina segna record quotidiani di rialzi (ma questa è un`altra drammatica storia). Dunque, contrariamente a quanto segnalato dal Codacons, Confesercenti invia messaggi all`insegna della tranquillità: «Il nostro invito, che rivolgiamo a tutti i cosentini, è quello di ritornare a fare shopping, dopo un inverno duro, sia dal punto di vista climatico che, soprattutto, economico. Ormai, anche le aziende commerciali si sono adeguate: la loro politica è cambiata. Si punta decisamente verso prodotti qualitativamente inferiori e, di conseguenza, più economici. Una inversione di tendenza inevitabile, sollecitata proprio dai consumatori. Che, da un pezzo, antepongono la quantità alla qualità. Un modo di fare la spesa diverso, sicuramente meno dispendioso, che ha convinto anche i commercianti a puntare su articoli diversi rispetto al passato». Si corre, dunque, ai ripari dopo il pesante calo della fiducia nella situazione economica, con la conseguente diminuzione della voglia di spendere. Tutto ciò ha portato all`inevitabile crollo della capacità di risparmio. Anzi, di questi tempi piccoli ?scoperti? rientrano, ormai, stabilmente nelle abitudini delle famiglie medie, così come il pagamento delle bollette di luce, telefono e gas, avviene puntualmente ben oltre i termini di scadenza. E così come abbiamo imparato un pò tutti a mangiare a casa (eliminando quasi completamente le cene al ristorante o in pizzeria) con prodotti del discount o a vestirci con abiti e scarpe acquistate in uno dei sempre più numerosi negozi cinesi. Tutto questo, in attesa che le cose migliorino.
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