12 Giugno 2019

Spesa delle famiglie in calo

il dato mensile registra una flessione dello 0,9%. e’ la prima volta che accade dal 2013
di Lorenzo Allegrini MILANO La spesa delle famiglie italiane é sempre la stessa, anzi di meno. L’ Istat calcola che la spesa media mensile é stata nel 2018 di 2.571 euro in valori correnti, praticamente ferma e in aumento di appena lo 0,3% rispetto al 2017. Tuttavia, se si calcola l’ effetto dell’ inflazione dello scorso anno al + 1,2%, in termini reali la spesa mensile delle famiglie diminuisce dello 0,9%, calando per la prima volta dopo gli aumenti consecutivi rilevati dall’ istituto statistico tra il 2014 e il 2017. Anche se più attenutati, nel 2018 restano ampi i divari territoriali. Il differenziale maggiore é tra Nord-ovest e Isole, ovvero circa 800 euro. Non solo, anche le disuguaglianze restano ampie. E infatti di 5,1 il rapporto tra la spesa delle famiglie più abbienti e di quelle meno abbienti. Si tratta di un dato ancora pesante, nonostante la limatu ra dal 5,2 del 2017. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, evidenzia che “il dato più allarmante é quello che vede l’ Italia spezzata in due sul fronte della spesa, con l’ enorme divario Nord -Sud che persiste”. Insiste Rienzi: “Basti pensare che le famiglie calabresi, con una spesa media mensile di 1.902 euro, spendo no il 59% in meno rispetto ai nuclei della Lombardia (3.020 euro), differenze su base territoriale così abnormi che rappresentano una vergogna per un paese civile”. In generale, sottolinea l’ Istat, la spesa é ancora lontana dai 2.640 euro mensili del 2011, anno a cui aveva fatto seguito un biennio di forte contrazione. La com posizione della spesa resta sostanzialmente immutata rispetto al 2017: é ancora l’ abitazione ad assorbire la quota più rilevante (35,1% della spesa totale), seguita da prodotti alimentari e bevande analcoliche (18%) e dai trasporti ( 11,4%). Le famiglie hanno speso per alimentari e bevande analcoliche in media 462 euro men sili, senza differenze significative rispetto ai 457 euro del 2017. Le carni costituiscono anche la voce di spesa alimentare più importante nel carrello, rappresentando il 3,8% del totale. Il pesce, invece, pesa meno della metà delle carni (1,6% della spesa complessiva) e caffé, té e cacao appena lo 0,6%. “I consumi sono tornati a calare, più di quanto fosse atteso”, commenta l’ Ufficio economico Confesercenti, che spiega che le famiglie spendono “circa 840 euro l’ anno in meno rispetto a otto anni fa» con una perdita complessiva “di circa 60 miliardi di euro l’ anno di consumi” nel confronto con il 20 11. L’ Unione nazionale consumatori fa ulteriori conti e calcola in 282 euro su base annua il calo della spesa in termini reali. “I consumi sono al palo – dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’ Unc – e il lieve aumento della spesa in termini nominali é solo un effetto ottico”.

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