Spesa crisi: crollo dell’ alimentare, ma non è una brutta notizia
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fonte:
- Blogosfere
Non è il caso di gridare al disastro per la spesa alimentare: gli italiani stanno imparando a risparmiare, cucinare meglio e guadagnarne in salute. Grande preoccupazione ha destato la news di ieri, ovvero che le vendite degli alimentari hanno subito una flessione del 6% nel mese di Aprile. Un ribasso che non si vedeva dal 2001, mentre Codacons si avventura a prospettare un 2012 con un consumo alimentare pro capite pari al 1979 . (foto:infophoto) Fermo restando che nel 1979 non moriva di fame nessuno , a me non pare il caso di gridare (ancora) al disastro, come i nostri anchorman che indossano la faccia luttuosa e descrivono un’ Italia ridotta a pane e cipolle. Abbiamo detto molte volte che la crisi può portare molte famiglie a peggiorare la qualità dell’ alimentazione ; ma questo vale molto più negli USA che da noi. Negli States si trovano prodotti pronti e pieni di ingredienti di infima qualità a prezzi ridicoli, mentre da noi -per fortuna- tutto ciò che è cucinato, pronto, manipolato, costa ancora parecchio. Il calo della spesa media, a mio avviso, è dovuto proprio allo spostamento dai prodotti “Due salti in pentola” verso le materie prime basic . Olio, farina, uova, pelati, latticini, frutta e verdura del mercato rionale, sono sicuramente di gran lunga più risparmiosi alla fine del mese. Forse la carne soffre un po’: ma di certo è salutare mangiare meno carne, mentre deleterio comprare carni e salumi di infima qualità pur di risparmiare mantenendo ad ogni costo le proprie abitudini. Certo, bisogna mettersi poi in cucina. E questo infatti accade, lo dimostra l’ improvviso imperversare su tutti i canali televisivi di trasmissioni gastronomiche , da quelle “gourmet” a quelle stile “impiegati ai fornelli”. Seguitissime, da chi vuol imparare a fare il pane e la pizza a chi vuol preparare manicaretti per sostituire l’ uscita al ristorante. Insomma, prima di gridare aiuto per gli italiani ridotti alla fame, proverei ad esaminare un po’ meglio il modo in cui le nostre abitudini alimentari stanno cambiando . Chissà che non si scopra che, “grazie” alla crisi e ad una migliore informazione, stiamo diventando degli esperti in gusto e salute. Alla faccia della grande industria: in realtà, quella che fa rattristare tanto gli anchorman.
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