11 Ottobre 2007

Spesa a rate in quattro catene Ma è polemica sugli interessi

Un chilo di zucchine e due pacchi di fusilli? Prendi oggi e paghi a gennaio. Un tempo si ricorreva al credito per acquistare casa, i mobili, l`au to. Poi si sono aggiunti sfizi come schermi “lcd“ e vacanze esotiche. Oggi si acquista a rate anche la spesa al supermercato: pane, latte e beni di prima necessità si portano a casa e si pagano con rate minime di 40 euro. Dai centri commerciali, le “Fidelity Card“ sono approdate alle catene di grande distribuzione, per finire oggi tra le offerte degli hard discount. Con la Lidl Card, la carta di credito dell`omonima catena, con un fido di 2100 euro da rendere il 5 del mese successivo, siamo entrati ufficialmente nell`era del credito low cost. Servizi “flessibili“ per soddisfare ogni esigenza e fidelizzare il cliente: li offrono ormai quasi tutti i supermercati. “La dilazione può avvenire o con un unico saldo a fine mese, o con un sistema rateale con tassi di interesse contenuti“ afferma Umberto Perfetti, responsabile marketing di Auchan, che propone la MasterCard Accord: 3225 euro di fido da spendere nelle cinque sedi della zona. Nella sola provincia di Milano, i titolari della carta risultano essere 20 mila, la media degli acquisti è “di settanta euro“, circa quanto spende una famiglia per la classica spesa settimanale. Ma perché si ricorre alle rate? “Ci sono due tipologie di clienti – continua Perfetti – c`è chi ha difficoltà e preferisce aspettare lo stipendio, e chi invece opta per una gestione più libera della propria liquidità. La maggior parte sceglie comunque il pagamento a fine mese“. Propaganda a tappeto anche per la Fidaty Plus, “una perla per i vostri acquisti“, che spicca in primo piano sul sito web della catena Esselunga e spunta in ogni angolo degli store: 900 euro di fido e rate minime di 50 euro. Non è da meno il Pam con la sua Supercredit, che oltre alle rate minime di 25 euro da spalmare nei mesi successivi, prevede sconti sui prodotti. Se il saldo a fine mese ricorda l`anti ca consuetudine paesana di “segna re sul conto“ dal panettiere o dalla lattaia, il ricorso alle rate lo si paga pesantemente, con tassi di interesse da brividi. Se Lidl resta fedele alla propria filosofia low cost, con tan a 9,45% e taeg a 9,87%, chi si accredita al Pam, tramite banca Unicredit, dovrà rendere un tasso rispettivamente su 16,90% e 18,27. E che succede in caso di ritardo? Il contratto con Esselunga prevede una mora di 43 euro, Pam di 25, mentre Lidl l`8% su capitale residuo. Condizioni piuttosto fruttuose per le finanziarie, seppure basate su importi non elevati. Forse per questo l`ottenimen to della carta è piuttosto semplice: basta presentare un documento d`iden tità. Per gli stranieri le condizioni sono invece più rigide: dovranno consegnare l`ultima busta paga, il permesso o carta di soggiorno e bolletta di telefono, energia elettrica, gas o acqua. Una radiografia completa per capire se potranno garantire ogni del mese la rata pattuita. Tutti dovranno comunque presentare codice fiscale, numero di conto corrente, situazione lavorativa e stato civile. Del tutto contrarie a questa politica le associazioni dei consumatori che definiscono “pericolosa“ questa corsa all`indebitamen to anche su beni di prima necessità. “Esagerare con il credito produce un distacco dalla realtà – af ferma Marco Donzelli, presidente del Codacons – le famiglie non riescono a tenere più sotto controllo le spese, non si ha più la percezione dell`uscita di denaro, con il rischio che il bilancio dell`azienda-famiglia vada in rosso“. E aggiunge “mi sembra poi inutile per famiglie già in difficoltà dare il 10% alle finanziarie, meglio recarsi al bancomat e prelevare“.

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