29 Marzo 2013

«Sperimentiamo la tangenziale a 90 km/h» La proposta dell’ esperto Gian Luca Ferri

«Sperimentiamo la tangenziale a 90 km/h» La proposta dell’ esperto Gian Luca Ferri

Tangenziale cittadina a 50 km/h per colpa dell’ asfalto ridotto a un colabrodo. Per quanto? Il Comune di Modena non sembra avere le idee chiare. Prima si parlava di almeno un anno, poi li tiro è stato aggiustato definitivamente a qualche settimana. Dopo le richieste del Codacons sul tipo di asfalto usato in questi anni, ieri Piazza Grande è corsa ai ripari e ha trovato 80mila euro in extremis per gli interventi più urgenti. Entro fine aprile il limite sulla Pasternak e la Carducci tornerà così ai soliti 70 km/h. Velocità che però resta ben al di sotto di altre tangenziali cittadine. Nel 2011 nacque addirittura un gruppo su Facebook chiamato Alziamo il limite di velocità in tangenziale a 90 km/h . Mai come oggi il tema fa discutere ed è il suo fondatore, l’ ingegnere Gian Luca Ferri di Castelfranco Emilia, a riproporre le sue perplessità sulla situazione modenese. Due anni fa l’ oggetto della sua contestazione erano i 70 km/h. Ora si discute dei 50 e i malumori tornano puntuali ad occupare le cronache cittadine. «Mi occupo di sicurezza dei cantieri, non credo che nessuno mi possa definire una persona poco prudente. La problematica è sempre quella. Si era partito con i 70 km/h e ora si discute dei 50, nonostante sarà solo per un periodo limitato. Si tratta di limiti anacronistici perchè tutto l’ anello della tangenziale non ha nè interruzioni, nè semafori, nè curve pericolose. Modena ha due corsie per carreggiata come la tangenziale di Piacenza ma là si possono fare i 90 km/h. Addirittura tra Castelfranco e Anzola vige lo stesso limite e non dimentichiamo il paradosso della Modena-Sassuolo. In quel tratto si passa ai 110, poi ai 90. Se si viaggia da Sassuolo a Modena improvvisamente il limite scende ai 70». Il Comune sostiene che ridurre la velocità serva a tutelare persone e veicoli. Che al volante sia necessaria prudenza è una regola sacrosanta, ma paradossalmente limiti troppo bassi possono rivelarsi un’ arma a doppio taglio. «Il rischio di un tamponamento è altissimo. A me è successo recentemente. Basta vedere in ritardo il cartello di un’ indicazione o di un velox che la frenata improvvisa è certa, così come un incidente. Quando poi il limite è eccessivamente basso si corre continuamente il pericolo di sforare, e l’ automobilista che se ne rende conto all’ improvviso tende a frenare di colpo, causando possibili tamponamenti». Il Codacons ha gridato ad un asfalto di pessima qualità. Il Comune si è difeso dando la colpa al maltempo e ricordando che la tangenziale è una strada ad alto scorrimento e il manto ne risente. «La mia opinione è che si tratti di cemento scadente. Quando poi una buca viene coperta col catrame non va pressata con una pala come fa il Comune, ma con delle macchine apposite. Non ha senso dire che l’ asfalto si è rovinato per colpa della neve perché in montagna le strade sono perfette nonostante vengano gettati quintali di sale e cadano metri di neve». Immagino che la sua proposta resti quelli di una tangenziale a 90 km/h. «Non cambio idea. Secondo me sarebbe giusto scegliere un tratto di tangenziale e metterlo ai 90 per almeno sei mesi. Passato quel periodo si valuterà se gli incidenti sono aumentati o meno e si deciderà di conseguenza se aggionrare la segnaletica». (vi.ma)

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