Sperimentazioni sull’ uomo, medici arrestati
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fonte:
- L`Unità
Modena si è svegliata ieri mattina con l’ incubo dello scandalo «Camici sporchi», in uno dei settori di eccellenza della sua sanità. All’ alba, nove medici sono stati arrestati dai Nas di Parma con l’ accusa di associazione a delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale e sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. Al centro del caso, la Cardiologia del Policlinico di Modena e in particolare l’ unità di Emodinamica diretta da Giuseppe Sangiorgi. Solo per lui, il gip Paola Losavio ha disposto la carcerazione, mentre gli altri otto cardiologi sono ai domiciliari: tra loro, l’ ex primaria di Cardiologia, la professoressa Maria Grazia Modena. I medici arrestati, tra il 2009 e il 2011, hanno sottoposto pazienti ignari a sperimentazioni non autorizzate, falsificando le cartelle cliniche e impiantando stent (tubicini elettrometallici ideati per allargare le arterie) e strumenti difettosi, prodotti da alcune multinazionali del biomedicale. In cambio, ricevevano dalle aziende tangenti che venivano versate sui conti correnti di onlus fittizie (una con sede a Bologna e due a Roma), sotto forma di donazioni. I decessi sospetti, finora, sono due. L’ inchiesta dei carabinieri ha individuato in Sangiorgi il referente dell’ organizzazione. Altre 67 persone sono indagate, tra cui i rappresentanti delle case farmaceutiche, e sono state effettuate 33 perquisizioni che hanno portato alla confisca di beni per un milione di euro, dei conti correnti di Sangiorgi e di quelli delle tre onlus. Fra gli arrestati anche tre medici che, all’ epoca, lavoravano al Policlinico di Modena ma attualmente sono in servizio al Policlinico Umberto I (nella sede distaccata di Latina) e al Tor Vergata di Roma. Ad essere coinvolte in questo giro di malaffare 12 imprese private, di cui sei con sede all’ estero (Polonia, Germania, Irlanda, Belgio e Stati Uniti), e sei in Italia (Genova, Milano, Brescia). Nei loro confronti è scattato il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, mentre per 7 persone (rappresentanti delle aziende coinvolte) è stata disposta l’ interdizione dall’ esercizio di attività e professioni. Il danno al Sistema sanitario nazionale potrebbe superare il milione di euro: le sperimentazioni fittizie (gli inquirenti ne hanno contate 66) erano a carico del Policlinico. Tra gli indagati ci sarebbe anche un commercialista bolognese, mentre si è appreso, ieri, che è stata perquisita la casa di Stefano Cencetti, ex direttore del Policlinico. L’ intervento dei Nas arriva dopo più di un anno di indagini. L’ inchiesta è partita a febbraio 2011, dopo un esposto dell’ associazione degli «Amici del cuore» che consegnò alla Procura e alla Regione una cartella con numerosi casi di decessi sospetti. A marzo del 2011, due esposti alla Procura di Modena partirono, questa volta, dal Codacons. Il responsabile della sede modenese, Fabio Galli, chiese di aprire un’ indagine su 7 casi di decessi e 15 di complicanze con esiti fortemente invalidanti, esaminati dal pm Marco Niccolini e dal procuratore capo Vito Zincani. Da un’ indagine della Commissione regionale sanitaria emerse, a maggio, che 43 cartelle mediche su 52 presentava no «criticità nell’ assistenza ai pazienti o circostanze da chiarire». La Regione chiese al Policlinico di prendere provvedimenti urgenti, sospendendo alcune attività di sperimentazione. La direzione rimosse dall’ incarico, alcuni mesi dopo, la direttrice di Cardiologia, Modena, e Sangiorgi. I direttori generali del Policlinico, Stefano Cencetti e Giuseppe Caroli, lasciarono il loro incarico a marzo del 2011. Ieri, il sindaco di Modena Giorgio Pighi e il presidente della Provincia Emilio Sabattini hanno convocato la Conferenza sanitaria metropolitana. Pighi ha sottolineato che la Regione, all’ epoca, trasmise immediatamente alla Procura i risultati dell’ indagine della Commissione e fece rimuovere subito dall’ incarico Sangiorgi ma si è detto «molto preoccupato» per quanto accaduto e per le conseguenze, ancora da accertare, sui pazienti.
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