Spending review delle famiglie tagli a benzina, abiti e sigarette
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fonte:
- Il Messaggero
di FABIO NUCCI L’ aver ridotto la spesa annuale di oltre 2.500 euro è solo un aspetto della crisi delle famiglie la cui parte di reddito disponibile appare sempre più risicata. Non è un caso che si allunghi la fila di persone in difficoltà che si rivolgono anche alle associazioni dei consumatori per avere un aiuto. «Chiamano e dicono che non riescono a pagare la rata del mutuo o la bolletta – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e chiedono soldi: aiutate i consumatori, ci dicono, allora potete dare una mano anche a noi. Ci sono situazioni realmente preoccupanti, capofamiglia che hanno perso il lavoro, che sono in cassa integrazione e che per i debiti accumulati in passato, magari cedendo al richiamo delle finanziarie e del credito al consumo, si ritrovano con la casa pignorata. In questi casi li indirizziamo alla Fondazione Umbria contro l’ usura». Tra le attività dell’ organismo, c’ è infatti anche l’ azione preventiva, in situazioni a potenziale rischio usura. «Intendiamo riallacciare i contatti con la Fondazione – aggiunge Falcinelli – che si sono interrotti dopo la vicenda della commercialista infedele, quanto meno per segnalare i casi che potrebbero essere a rischio e che meriterebbero di essere presi in esame per valutare eventuali interventi. Il problema è che spesso quando si rivolgono a noi la loro situazione economica è già compromessa ed è difficile intervenire». Intanto, analizzando i dati Istat sui consumi mensili, si scopre che dal 2010 al 2011 la mappa della spesa degli umbri è continuata a cambiare pur tra varie contraddizioni, rispetto anche al trend nazionale. Salta all’ occhio, ad esempio, che la spesa mensile per trasporti sia scesa del 25%, dato che sull’ orizzonte annuale si traduce in 1.331 euro spesi in meno per comprare auto o moto, per carburanti, assicurazione dei veicoli, biglietti e abbonamenti per autobus e ferrovie, collegamenti extra urbani. Quasi ferma, considerando l’ inflazione, la spesa alimentare (+2,6%), si assiste a un nuovo calo di abbigliamento e calzature (-4,3%), al crollo degli arredamenti (-23,1%), alla riduzione delle spese per sanità (-10%) e comunicazioni (-17,6%). Si spende meno anche per tempo libero e cultura e per le sigarette i cui tagli portano un risparmio di circa 80 euro l’ anno. Stabile, invece, la voce abitazione (+0,8%). «C’ è una quota di spese incomprimibili che sale a causa dell’ impatto crescente di tasse varie, mutui, bollette energetiche, bollo auto e tributi sui rifiuti», spiega la sociologa dei consumi Daniela Ostidich, Marketing & Trade. «Spese che non si può fare a meno di pagare, difficili o impossibili da trattare, se si esclude la possibile rinegoziazione delle condizioni del mutuo. Tali voci sono in costante salita e comprimono sempre più la parte disponibile del reddito delle famiglie». Una condizione che col passare dei mesi rischia di accentuarsi. «La situazione è in rapida evoluzione – aggiunge Ostidich – perché oltre all’ effetto contingente (meno entrate, meno risparmi) ce n’ è anche uno psicologico che in condizioni di incertezza, fanno ridurre certi consumi, anche a parità di reddito. E questo ha un effetto immediato, più veloce. La dimostrazione arriva dalla riduzione di voci di spesa come arredamento, comunicazioni e tempo libero che nel 2012 anche in Umbria potrebbero subire un’ ulteriore frenata». Un effetto si avrà già per le vacanze estive, con le famiglie che danno priorità a località più vicine e a periodi più brevi. «Magari fanno tre week end o una settimana, piuttosto che dieci o 15 giorni continui: un trend rilevato anche da Autostrade che ha aumentato i giorni col bollino rosso, a causa di spostamenti più frequenti».
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