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23 Ottobre 2002

«Spenderemo 700 euro in più»

I CONSUMATORI

«Spenderemo 700 euro in più»

Quale che sia la percentuale ufficiale, alla fine è sempre chi va a fare la spesa al mercato ad accorgersi con le proprie tasche degli effetti del caro-vita.
La corsa verso l`alto dei prezzi peserà mediamente per 705,61 euro sui bilanci delle famiglie italiane, un dato che fa più male se tradotto in vecchie lire: poco meno di un milione e mezzo. L`elaborazione è dell`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che chiede un immediato intervento del governo a tutela dei cittadini.
L`aumento dell`inflazione al 2,7% in ottobre, registrato nelle città campione, è, secondo l`Intesa, «segno inequivocabile che prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni, svuotando le tasche dei consumatori impotenti di fronte a questa escalation». Secondo il raggruppamento delle associazioni di tutela del consumo «ogni famiglia italiana spenderà in un anno, con questo livello di inflazione, complessivamente 705,61 euro in più rispetto all`anno scorso». Per questo i consumatori insistono sul ridurre prezzi e tariffe, favorire la rottamazione di prodotti inquinanti, promuovere accordi con esercenti e categorie professionali per bloccare o diminuire prezzi e tariffe, dare incentivi a giovani e a cooperative per l`apertura di attività commerciali e incrementare il prestito d`onore. Oltre alla riforma del mercato elettrico, dell`Rc auto e del settore della distribuzione al dettaglio».
Intanto, le associazioni dei consumatori lanciano un ultimatum al ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: «Se non convocherà il Consiglio nazionale consumatori utenti (Cncu) ci autoconvocheremo». L`ultimo appello è stato lanciato dal vice segretario di Cittadinanzattiva Giustino Trincia alla platea in cui sedevano rappresentanti delle altre 7 associazioni che formano la «Coalizione dei consumatori».
Le associazioni rivendicano l`importanza del Cncu (nel quale sono rappresentate) e la necessità che venga convocato ogni mese, ma accusano Marzano di essersene dimenticato da due mesi. «Il ministero è inerte – protesta il presidente del movimento di difesa del cittadino, Antonio Longo – rispetto alle nostre richieste e con la sua inerzia ci impedisce anche di usare fondi per la sicurezza e quelli per l`energia, che servono per formare i quadri delle associazioni e per la conciliazione nelle vertenze con le aziende».

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