22 Dicembre 2017

Spelacchio, saluti con dedica

 

Valeria Arnaldi Di sicuro è l’Albero di Natale più famoso d’Italia. Il povero Spelacchio infatti, da spaurito e penzolante qual è, si sta però rivelando un vero e proprio mattatore: tiene tutti con il naso all’insù, forse anche per la paura che possa cadere da un momento all’altro, e soprattuto catalizza su di sé l’attenzione di flash e smartphone di romani e turisti, rendendosi protagonista indiscusso di selfie e insolite foto ricordo del Natale a Roma. Tutto il giorno infatti è un continuo via vai di curiosi, un pellegrinaggio alla volta di Spelacchio a cui molti affidano bigliettini con dediche piene di sfottò.
E così qualche moderno Pasquino scrive pare che dorme. Qualcun altro, in chiave rivoluzionaria, aggiunge spelacchio è vivo e lotta insieme a noi. E poi ancora Rip, L’importante è essere bello dentro e Resisti Spelacchio. E c’è anche un gruppo di studenti di ingegneria della sicurezza che chiede all’abete di Piazza Venezia di fargli superare l’esame di tecnica delle costruzioni. Forse, quindi, Spelacchio porta anche bene.
Resta il fatto che quell’abete giunto malconcio a Roma dopo un difficile viaggio dalla Val di Fiemme, è diventato un caso nazionale. Il Codacons ha già chiesto l’intervento della Corte dei Conti per il danno, quantomeno di immagine, subito dalla città mentre la sindaca Raggi ha avviato un’indagine interna perché poi «saranno chiesti i danni – spiega – quando l’abbiamo scelto era bello e folto. Sicuramente c’è stato qualche problema tra il taglio e il trasporto». Ma Spelacchio, tutto addobbato a modo suo, resta lì: l’assessora capitolina all’ambiente Pinuccia Montanari lo ritiene suggestivo.
riproduzione riservata ®

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this