11 Maggio 2002

Spegnete le antenne telefoniche

«Spegnete le antenne telefoniche:
fanno male ai nostri bambini»




Genitori sul piede di guerra contro le antenne della telefonia mobile. Sono quelli dell`asilo nido Romagnoli (in zona Murri), una cinquantina di bambini e una selva di antenne che sta per sbocciare tutt`intorno. Per questo le mamme e i papà stanno raccogliendo firme per inviare al sindaco una «dichiarazione di preoccupazione».
Le ansie dei genitori ? espresse in un`assemblea cittadina sull`elettrosmog organizzata dal Codacons ? nascono dall`imminente installazione di due nuove antenne per cellulari nelle vie Malvolta e Lamponi. Quest`ultima, pare, per prendere il posto di quella che svettava nel parco della Lunetta Gamberini e che il Comune ha cacciato a marzo. «Nelle vicinanze del nido ? dice una mamma ? c`è già un impianto, in via Gigli. Ora vogliono costruirne altri due e la scuola, dove i bambini trascorrono molte ore della loro giornata, rischia di diventare un forno a microonde».
I genitori hanno trovato alleati nel `Comitato antielettrosmog di via Murri` (che ha raccolto più di mille firme contro le antenne) e nello stesso Codacons, deciso a riprendere con vigore la battaglia contro l`inquinamento elettromagnetico. «Ci impegneremo ? dice Bruno Barbieri, dell`associazione ? perché Bologna adotti il nostro regolamento sulla materia, già accolto dal consiglio comunale di Modena all`unanimità».
Tra le proposte contenute nel documento c`è anche la suddivisione del territorio ? da parte degli uffici tecnici del Comune, ma con la partecipazione della cittadinanza ? in zone vietate alle antenne e zone dov`è possibile installarle.
Il regolamento non è una novità. Era già stato proposto in passato alla giunta di Palazzo d`Accursio, che ha preferito la via del protocollo d`intesa coi gestori, abbassando i limiti da 6 a 5,4 volt/metro e stabilendo una distanza minima delle antenne dalle aree sensibili (parchi, scuole e strutture sanitarie) di 50 metri. Proprio la distanza minima è, tuttavia, contestata dal popolo degli elettroinquinati. «A seconda di come le antenne sono posizionate rispetto al suolo ? spiega un ricercatore del Cnr, Fiorenzo Marinelli ? il maggiore effetto si produce a un centinaio di metri».
La proposta di concentrare le antenne in alcuni siti non trova, però, tutti d`accordo. «Così facendo non corriamo il rischio ? si domanda Angela Donati, del comitato `Alberi e non antenne` ? di creare zone di serie A e zone di serie B?».

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