8 Maggio 2020

Speculazione prezzi? Antitrust accende faro su aumento alimentari, detergenti e guanti durante emergenza

 

L’Antistrust scende in campo e vuole dei chiarimenti sui prezzi di alimentari, ma anche su quello dei detergenti, disinfettanti e guanti in questi giorni di emergenza per lo scoppio della pandemia di coronavirus. E’ di ieri la notizia ufficiale della discesa in campo dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) che ha avviato un’indagine che ha definito “pre-istruttoria” inviando richieste di informazioni a numerosi operatori della grande distribuzione (GDO) per acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti, al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria a base dell’aumento di tali prezzi.

Le richieste di informazioni, si legge nel comunicato ufficiale dell’Autorità, riguardano oltre 3.800 punti vendita, soprattutto dell’Italia centrale e meridionale, pari a circa l’85% del totale censito da Nielsen nelle province interessate. Nello specifico, dalle analisi preliminari svolte dall’Autorità sui dati Istat sono emersi a marzo 2020, per i prodotti alimentari, aumenti dei prezzi rispetto a quelli correnti nei mesi precedenti differenziati a livello provinciale. I maggiori aumenti, sottolinea ancora la nota, si riscontrano in aree non interessate da “zone rosse” o da misure rafforzate di contenimento della mobilità.

L’Autorità non si sente di “escludere che tali maggiori aumenti siano dovuti anche a fenomeni speculativi. Infatti, non tutti gli aumenti osservati appaiono immediatamente riconducibili a motivazioni di ordine strutturale, come il maggior peso degli acquisti nei negozi di vicinato, la minore concorrenza tra punti vendita a causa delle limitazioni alla mobilità dei consumatori, le tensioni a livello di offerta causate dal forte aumento della domanda di alcuni beni durante il lockdown e dalle limitazioni alla produzione e ai trasporti indotte dalle misure di contenimento dell’epidemia”.

Infine, nel comunicato ufficiale sono stati indicati i principali destinatari delle richieste di informazioni:

– Carrefour Italia SpA, MD SpA, Lidl SpA, Eurospin SpA, F.lli Arena srl,

– alcune cooperative Conad (Conad Sicilia, Conad Nord-Ovest, PAC 2000, Conad Adriatico, nonché Margherita Distribuzione),

– alcune cooperative e master franchisor Coop (Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia, Coop Liguria, Novacoop, Coop Alleanza 3.0, Tatò Paride)

– diversi Ce.Di. aderenti a SISA (p.es. SISA Sicilia), SIGMA (p.es. Ce.Di. Sigma Campania) e CRAI (p.es. CRAI Regina srl).

Consumatori in coro: bene faro su prezzi

“Bene il faro dell’Antitrust sui prezzi. Finalmente l’Antitrust intende far luce sulle speculazioni dei prezzi. Dopo il procedimento sulle mascherine ora vengono accolte anche le segnalazioni su disinfettanti e guanti, per i quali, non per niente, avevamo chiesto prezzi imposti come per le mascherine”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc). “Quanto ai beni di prima necessità, a marzo, mese oggetto dell’indagine dell’Authority, avevamo denunciato il rialzo preoccupante dei prezzi dei prodotti alimentari, passati dal +0,3% tendenziale di febbraio al 1,1% di marzo, più di tre volte e mezzo. Una situazione che ad aprile è ulteriormente peggiorata, con un +2,9%. In termini di costo della vita, per una coppia con due figli, significa avere un aumento annuo di 221 euro per i soli acquisti alimentari, 194 euro per una coppia con un figlio, 161 per famiglia media”, aggiunge Dona.

“Solo poche settimane fa il Codacons aveva realizzato un monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei generi alimentari, e inviato una segnalazione ad Antitrust, Nas e Guardia di Finanza chiedendo di attivarsi per accertare eventuali speculazioni a danno dei consumatori – spiega il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – Migliaia di segnalazioni dei cittadini hanno denunciato al Codacons forti rialzi dei listini presso supermercati e negozi alimentari, rincari che non appaiono giustificati da riduzioni delle produzioni o eventi climatici. Oggi l’Antitrust accoglie il nostro esposto, e sarà finalmente possibile verificare e punire eventuali speculazioni da parte di chi ha voluto lucrare sull’emergenza coronavirus”.

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