20 Marzo 2015

Specializzandi. Nasce una nuova associazione: “Coordinamento mondo medico”. “Vogliamo colmare vuoto di rappresentanza”

Specializzandi. Nasce una nuova associazione: “Coordinamento mondo medico”. “Vogliamo colmare vuoto di rappresentanza”

20 MAR – Medici neo-abilitati e specializzandi da oggi avranno un altro soggetto ‘politico sindacale’ per rivendicare le proprie istanze. Nasce Coordinamento mondo medico. “Vogliamo colmare il vuoto di rappresentanza che affligge la nostra categoria”, ci ha spiegato il vice coordinatore Maja Fedeli perché “gli scandali del primo concorso nazionale per le scuole di specializzazione hanno acuito la distanza tra la base e la dirigenza delle associazioni preesistenti”. “Siamo una nuova realtà spontanea – sottolinea – che vuole riformare il sistema e che non accetta più che si impongano clausole limitative al concorso per l’ accesso alle specializzazioni ed altri accordi sottobanco”. “L’ associazione – prosegue Fedeli – nasce dalla Asmomed, una delle prime che si è fatta portavoce per garantire borse di studio a tutti i ricorrenti, e dai colleghi che sentivano il bisogno di una rappresentanza che tutelasse i loro diritti di medici e non quelli del Miur. Siamo già a 5000 adesioni e ci siamo strutturati a livello regionale. A breve presenteremo la nostra piattaforma politica e il sito”. I capisaldi del nuovo Coordinamento sono in primis, in riferimento all’ ultimo test per le specializzazioni “garantire le borse a tutti i ricorrenti”. E in merito alla recente sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso del Codacons il Coordinamento dichiara di voler in ogni caso andare avanti: “I nostri ricorsi sono ancora pendenti e adiremo a tutti gli organi giudiziari, in tutte le loro sedi, sino ad interessare l’ Europa ed il Parlamento italiano ed europeo. Le irregolarità non possono essere nascoste sotto tappeto e per il futuro servirà più controllo e un nuovo sistema di accesso alla professione”. Non solo protesta però. “Presenteremo a breve le nostre proposte sul nuovo concorso e uno studio sul piano del Miur per ridurre gli anni di corso, anche per fermare l’ ormai costante emigrazione all’ estero di un numero sempre maggiore di giovani colleghi”.

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