Spamming, «un flagello e un grande business»
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fonte:
- Messaggero Veneto
Le riviste specializzate americane lo definiscono «un flagello e un grande business». Per Vincent Cerf, uno dei padri indiscussi di Internet, «può interferire in modo serio con il funzionamento dei servizi pubblici, per non parlare dell?impatto che può avere sul sistema di posta elettronica di ogni individuo». Si tratta del cosiddetto ?spam?, cioè di quella pratica per lo più commerciale, ma non solo, di inviare messaggi non richiesti a un gran numero di caselle postali elettroniche (mailbox). Lo ?spamming? (il fare spam) viene effettuato anche collocando più volte lo stesso messaggio su una o più liste, forum o newsgroup, e, di recente, anche ?infestando? di sms i possessori di cellulari. Lo scopo è uno solo: catturare a qualsiasi costo l?attenzione di molti malcapitati destinatari. Per la cronaca, il termine ?spam? (spiced pork and ham) sarebbe stato mutuato dall?omonima (e poco nobile) carne di maiale in scatola (diffusissima negli Stati Uniti), ma anche da una scenetta del gruppo satirico dei Monthy Pyton, in cui la parola ?spam? viene utilizzata in modo surreale e ossessivo. Gli italiani stanno conoscendo il fenomeno in queste settimane perché diverse migliaia di possessori di cellulari sono stati infestati di sms di questo tenore: «Ciao. Ti amo segretamente e ti aspetto. Contattami all?899». Il numero è in realtà quello di servizi telefonici a pagamento, raggiungibile solo dalla rete fissa, a costi variabili da 1,5 a 5 euro. Gli episodi sempre più frequenti e le denunce al garante, destinatario anche di una petizione lanciata sul web da www.portel.it contro lo spam sms, hanno spinto Rodotà a intervenire: le società, italiane ed estere sono state invitate a fornire immediati chiarimenti sull?utilizzo di liste di numeri di telefonini mentre anche il ministero delle comunicazioni si è impegnato a verificare il rispetto delle regole di concessione. E il Codacons ha annunciato che assisterà legalmente le vittime.
Anche la Rete cerca di democratizzare il suo governo e dopo accese discussioni l?Icann, l?Ente incaricato della gestione dei domini, cioè degli indirizzi Internet, ha finalmente scelto di riformare la propria struttura. Il meeting che si è svolto la scorsa settimana a Bucarest ha deciso che il consiglio sarà composto da 19 membri rappresentativi di società commerciali, enti pubblici e società senza scopo di lucro.
Sparisce così la componente riconducibile genericamente ai navigatori, sostituiti da due rappresentanti permanenti di una nuova organizzazione che riunisce non soltanto gli interessi dei gestori dei registri nazionali, ma anche quelli più generali degli utenti impegnati nello sviluppo dei nomi paese. Questa decisione testimonia il nuovo peso che oggi Icann riconosce ai domini nazionali, i cosiddetti, che hanno problematiche di gestione del tutto diverse da quelle dei ?generic top level domains?, cioè dei suffissi generali come .Com,.Org, .Net e così via.
Del resto, i domini nazionali sono in costante crescita: oggi i suffissi dei Paesi europei rappresentano ormai un quarto di tutti i domini registrati nel mondo. Nel corso del meeting di Bucarest, Icann ha preso poi altre due importanti delibere, entrambe a tutela degli assegnatari dei nomi a dominio contro il fenomeno del cybersquatting.
La prima consiste nell?introduzione di un periodo di grazia, il cosiddetto ?redemption grace period?, che fornisce agli intestatari dei nomi un tempo supplementare per rinnovare i domini da loro lasciati scadere inavvertitamente, ed evitare così che qualcun altro ne approfitti registrandoli a sua volta. La seconda invece autorizza le liste d?attesa regolamentate, per consentire a tutti coloro che desiderano un particolare nome a dominio di ?prenotarlo legittimamente? e di registrarlo qualora l?attuale assegnatario decidesse di non rinnovarlo più.
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