Sotto sequestro conti correnti e fondi
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Le posizioni dei clienti truffati da Mazzoni sono tantissime: decine, centinaia, migliaia? Non è ancora chiaro. Ciò che è invece chiarissimo è il fatto che sono variegate, una diversa dall’ altra. Da valutare, caso per caso: la prima occasione è quella di oggi pomeriggio, a Occhiobello, hotel Unaway, quando Mediolanum incontrerà i clienti di Mazzoni. Poi gli incontri proseguiranno, con incontri anche personali, per la verifica degli investimenti e tracciarne il flusso. Già da ieri, intanto, Codacons ha fissato a Ferrara altri incontri coi clienti di Mazzoni, mentre per la settimana prossima, lunedì 18 febbraio, (hotel «da Giuseppe», Copparo, ore 20), prima assemblea dei truffati. Intanto anche l’ associazione consumatori Adusbef si sta muovendo raccogliendo denunce e soprattutto valutando l’ iter giudiziario da seguire: in un primo momento il percorso penale, poi eventualmente, con una class action. Scattano i primi sequestri dei beni di Raffaele Mazzoni: li hanno decisi ed eseguiti ieri mattina il pm Ombretta Volta e gli ispettori della Guardia di finanza che hanno avuto la delega formale delle indagini sul «buco» che Mazzoni ha lasciato alle sue spalle dopo essere scappato con la famiglia, per paura di ritorsioni nei suoi confronti e dei familiari stessi da parte dei clienti-investitori più che arrabbiati. Sotto sequestro i conti correnti bancari, i beni mobili (fondi e altro) ma non quelli immobili (la casa): sequestro dei beni che permetterà di congelare ad oggi il patrimonio di Mazzoni o meglio ciò che resta di esso e, probabilmente, assai poco. Parte da qui, dunque, l’ inchiesta che la pm Volta e i tecnici della polizia tributaria della finanza hanno attivato per capire quanti soldi sono spariti, quanti i clienti raggirati, come sono spariti i soldi e soprattutto se si sia trattato di errore professionale (investimenti sbagliati) oppure di atti fraudolenti per arricchimento personale. Da quanto si apprende, e dalla lettura delle prime denunce e delle prime acquisizioni, l’ ipotesi che gli inquirenti stanno seguendo è purtroppo quella assai comune in casi analoghi: di professionisti che hanno sbagliato investimenti e nonostante abbiano correttamente operato per anni, si sono trovati a coprire buchi coi soldi raccolti di volta in volta che non bastavano mai, creando voragini economiche impossibili da ripianare. Da qui la spirale senza fine del denaro dei clienti inghiottiti nel buco. E per spiegare il «buco», Mazzoni lo ha detto attraverso i suo legali: «Tornerò e chiarirò tutto». Lo ha ribadito ieri mattina il legale dell’ ex promotore Mediolanum, Irene Costantino che in procura ha rinnovato ai pm la volontà di Mazzoni di mettersi a disposizione. «Mazzoni è molto provato da questa vicenda – sottolinea il legale – ma è altrettanto determinato a fare chiarezza sull’ intera vicenda. Se fosse per lui sarebbe già tornato, ma deve tutelare i familiari da possibili ritorsioni e minacce ricevute». Ma questa disponibilità di Mazzoni come si concretizzerà? «Semplice – replica la Costantino – nel momento in cui la procura e finanza ci chiameranno, risponderemo a tutto ciò che si vorrà sapere». Ma prima di arrivare a questa fase, gli investigatori della finanza debbono capire di più su entità del «buco» e numero di truffati che stanno presentando denunce a raffica. «Noi attendiamo le valutazioni degli inquirenti ma possiamo dire che Mazzoni per 25 anni ha lavorato con Mediolanum con clienti che mai hanno avuto nulla da dire sul suo operato». Perchè il «buco», allora? «Probabilmente – conclude la Costantino – Mazzoni potrebbe essersi trovate davanti ad un problema di investimenti sbagliati. Ma sarà la magistratura a spiegare tutto. E come legali ribadiamo la sua totale disponibilità a collaborare per ricostruire tutta la vicenda». Daniele Predieri.
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