27 Luglio 2014

Sotto l’ ombrellone bon ton dimenticato tra giochi e grida

Sotto l’ ombrellone bon ton dimenticato tra giochi e grida

Sulla scorta delle segnalazioni di protesta per la maleducazione che spesso impera negli stabilimenti balneari e sulla spiagge libere, il Codacons anche quest’ anno, attraverso il segretario nazionale Francesco Tanasi, ha elaborato un decalogo del bon ton “ad hoc”, frutto dell’ elaborazione delle proteste ricevute, invitando gli stabilimenti balneari e i Comuni ad esporlo, così da rendere le vacanze più piacevoli per tutti. Ecco i punti qualificanti del “galateo stagionale” Uno stordimento che rigenera. Liberi da orari, tragitti e abitudini, al mare ci si sente liberi e, forse perché storditi o troppo rigenerati, qualche volta ci si lascia andare ad atteggiamenti non proprio da manuale della perfetta educazione. Già, perché le buone maniere non vanno in ferie. Anzi, non dovrebbero, ma in realtà sotto l’ ombrellone o sul bagnasciuga le regole del bon ton vengono spesso dimenticate: dallo stile di comportamento alle pose passando per gli indumenti (a volte eccessivamente striminziti) e le effusioni sentimentali (troppo spinte…). Si dimentica, quasi come se la spiaggia fosse il regno del “tutto è consentito”. Ed invece no. «In spiaggia si scordano sin troppe cose» esclama Cettina Castiglione. Bella, con una abbronzatura perfetta, Cettina è un’ amante del mare e della tranquillità. «Odio chi disturba durante gli orari di riposo». Si ferma qualche secondo a riflettere e prosegue determinata. «No, anzi quello che più mi irrita sono le effusioni amorose eccessive in spiaggia davanti a tutti e soprattutto ai bambini. E non mi riferisco – puntualizza – a qualche bacio o carezza affettuosa ma e veri e propri slanci di passione sotto gli occhi di tutti. Credo proprio che sia davvero indecoroso». Già, anche se si è innamorati, se si possiedono dei glutei perfetti e il tono muscolare è da invidia non si può lasciarsi andare o circolare mezzi nudi e magari entrare in un bar. «Trovo le persone eccessivamente spogliate davvero di cattivo gusto in luoghi frequentati da famiglie e bambini» commenta Tiziana Pistone, al mare insieme alla figlia Clara di nove anni. «Mi dà fastidio il lancio della sabbia e soprattutto chi scrolla il telo senza guardare chi sta dietro. E i bambini che giocano con secchiello e paletta facendo tutto intorno un campo di battaglia e non per loro, è giusto che giochino in assoluta libertà – precisa la Nella foto in alto: Cesare Tabacco, 34 anni, ingegnere. «Detesto chi butta i mozzicoi di sigaretta ancora accesi». In basso: Lucy Bruno e Andrea Gusmano. «La voce dei bambini è sempre piacere» In alto Tiziana Pistone insieme alla figlia Clara. «Trovo le persone eccessivamente spogliate davvero di cattivo gusto in luoghi frequentati da famiglie e bambini» donna che tra l’ altro è un insegnante – quanto per i genitori che assistono impassibili cose se il problema non fossedi loro competenza. Mi infastidisce che non insegnino le regole di comportamento ai loro figli». Ci sono pochissime cose che danno loro fastidio ad Andrea Gusmano e Lucy Bruno, sposati da 14 anni. «Solo le cicche buttate sulla sabbia, così come la carta o altra roba, questo mi infastidisce davvero» afferma Andrea. «I bambini che urlano? No, sentire la loro voce è sempre una cosa bella. Non mi infastidiscono nemmeno gli animatori, certo se non sono troppo invadenti» precisa sorridendo. Rilassata sotto l’ ombrellone non c’ è nulla che possa scomporre la tranquillità di Lucy Bruno: «Gli schiamazzi eccessivi mi disturbano ma solo per qualche attimo, poi ritorno a rilassarmi e a staccare la spina». I mozziconi di sigaretta lasciati sulla sabbia irritano Cesare Tabacco, 34 anni, ingegnere. «Il mio fastidio nasce da un’ esperienza – spiega Tabacco, che racconta l’ accaduto mentre assiste ad una partita di tamburelli – una volta mi sono bruciato la pianta del piede perchè qualcuno aveva buttato via una sigaretta accesa e ancora ricordo il dolore, è proprio una comportamento che non tollero. I bambini che urlano e corrono, la sabbia gettata addosso ritengo che facciano parte del pacchetto quando si frequenta una spiaggia». Al lido, così come alla spiaggia pubblica, ci sono regole che vanno rispettate: dal turno per fare la doccia all’ uso dei racchettoni sulla battigia. «Sono belli e anche a me piace giocare, ma non in riva al mare dove la gente si sdraia per prendere un po’ di sole e soprattutto il gioco è bello quando dura poco…» commenta Antonio Sgarlato, ingegnere, che si giudica molto tollerante. «In spiaggia ci si lascia andare è vero, ma va bene così purché non si esageri» conclude.

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