Sotto l’ albero solo oggetti e regali comprati in Rete
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Sotto l’ albero solo oggetti e regali comprati in Rete
Giovanna Mancini Non si contano gli studi sulle spese degli italiani per il Natale presentati in questi giorni da istituti di ricerca istituzionali e privati. Da Confesercenti a Confcommercio, da Codacons a Federconsumatori, tutti prevedono un crollo dei consumi rispetto allo scorso anno, quando pure gli effetti della crisi già si erano fatti sentire. A gravare non è soltanto la crisi economica, ma anche la necessità, da parte di molte famiglie, di utilizzare la tredicesima per pagare debiti, tasse e ultima rata dell’ Imu. Un sondaggio Confesercenti-Swg parla di consumi di dicembre ridotti del 3% rispetto al 2011 (36,8 miliardi contro 38), mentre Federconsumatori prevede, per i soli consumi natalizi, un vero tracollo, tra l’ 11 e il 12% (per circa 3,5-3,8 miliardi). Un calo che colpirà soprattutto le spese per arredamento ed elettrodomestici, previsti in discesa del 26%. A resistere saranno solo i piccoli oggetti o complementi di arredo, con un aumento degli acquisti fatti sui siti specializzati o delle singole aziende. Del resto, in tempi di ristrettezze economiche, era prevedibile che gli italiani avrebbero tagliato sui «beni durevoli», osserva Stefano Martini, responsabile comunicazione di Findomestic che, come ogni anno, a inizio dicembre pubblica un Osservatorio annuale sui consumi e uno mensile con le previsioni per i primi mesi del nuovo anno. Nel 2012, si legge nell’ Osservatorio, la generalizzata contrazione dei consumi ha interessato con maggiore decisione proprio questa tipologia di acquisti (-9,4%), risparmiando invece smartphones (+62%) e home comfort (+9,4%). Non fanno eccezione i beni durevoli per la casa (-4,3% in valore), dai mobili agli elettrodomestici, fino all’ elettronica di consumo (televisori, lettori dvd ecc.) e ai prodotti informatici. E lo scenario non sembra destinato a cambiare in vista delle festività. Le intenzioni a tre mesi (registrate a novembre) evidenziano una riduzione sia dei potenziali acquirenti di mobili (dal 15,9 al 13,7%), sia del prezzo medio che si pensa di spendere (oggi a circa 2.250euro). «Si preferisce rimandare l’ acquisto di questi beni finché non ce ne sia davvero la necessità», precisa Martini. Tra i motivi che spingono a un acquisto di mobili, infatti, cresce nel periodo luglio-novembre la quota di persone che dichiara «Ne ho bisogno, non lo avevo», rispetto al semestre precedente (dal 45 al 49%), mentre diminuisce quella di chi cambia un arredo perché obsoleto (dal 16 al 13%) e si ferma al 9% quella di chi risponde «Mi piaceva di più». L’ Osservatorio Findomestic mette in luce come, sulla crescita di spese per la telefonia, abbiano influito anche formule commerciali vantaggiose e accattivanti, che forse il mondo dell’ arredamento dovrebbe prendere a esempio. «Ma – precisa Martini – le offerte funzionavano quando il mercato immobiliare era vivace, ora non più». A pesare sui consumi di arredo e design infatti, oltre alla crisi economica, sono anche la frenata dell’ edilizia e la difficoltà di accesso a mutui o prestiti da parte delle giovani coppie. «Se non si comperano nuove case, non si comperano i mobili per arredarle – fa notare il presidente di Assarredo Giovanni Anzani -. L’ allarme per il nostro settore è generale e non circoscritto al Natale, che anzi è un periodo non particolarmente vivace, dato che in genere le spese natalizie si concentarno su cibo, accessori o abbigliamento». Un allarme che si traduce in un calo del 10,3% (tra 2011 e 2012) del fatturato alla produzione per il settore arredamento (dati pre-consuntivi elaborati a novembre), che chiude l’ anno con un valore di 18,2 miliardi (sul totale di 28,5 miliardi dell’ intera filiera del legno-arredo). Il tonfo dei consumi, tra il 2007 e il 2012, sfiora il 40%. «A novembre le vendite sono crollate – prosegue Anzani – e il dato negativo è generalizzato tra i segmenti dell’ arredo. Si salva soltanto chi riesce a esportare almeno metà della produzione». Aumentano infatti dal 51,5 al 57,7% le vendite all’ estero in un anno, sfiorando i 10,5 miliardi. La preoccupazione degli imprenditori è condivisa dal mondo della distribuzione indipendente: due settimane fa Federmobili ha lanciato un sondaggio tra i suoi soci sull’ andamento di vendite, ingressi in negozio e fatturato: il 53% del campione ha dichiarato un calo di vendite superiore al 20% tra il 2012 e il 2011, il 19% una diminuzione tra il 20 e il 13%, e il 9% una flessione tra il 13 e l’ 8%. «Quest’ anno si acutizza una crisi iniziata da tempo, ma mai così profonda – precisa il direttore della federazione Laura Molla -. Riferendosi al 2011, infatti, i soci che dichiarano un calo superiore al 20% si fermano al 27%». Per correre ai ripari, il mondo dell’ arredo cerca di unire le forze: martedì scorso il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero, ha avanzato al Governo e ai partiti una proposta (sottoscritta anche da Federmobili, Ance, organizzazioni degli artigiani, Cgil, Cisl e Uil) per includere gli arredi fra le opere ammesse alla detrazione del 50% già prevista per le ristrutturazioni edilizie dal Decreto sviluppo (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Per quanto riguarda la distribuzione, Federmobili sta lavorando su due fronti. «Il primo – spiega Laura Molla – sono le vendite online, attraverso il nostro sito webmobili.it, per agevolare e incentivare l’ incontro tra domanda e offerta». Il secondo è una campagna di comunicazione che partirà in primavera e punta «a riavvicinare al valore dei beni durevoli il grande pubblico, soprattutto i giovani, facendo leva sul plus di servizi, assistenza e qualità che la distribuzione indipendente può garantire». © RIPRODUZIONE RISERVATA le iniziative dei rivenditori E il negozio s’ ingegna In attesa di iniziative strutturali che rilancino i consumi, i negozi indipendenti dell’ arredo si preparano al Natale puntando soprattutto su qualità e servizi. «Qualità al miglior prezzo, che non significa al miglior sconto», precisa Carlo Meozzi, della perugina Meozzi per arredare. In vista delle festività, lo store ha avviato anche una partnership con un’ impresa che produce armadi, offrendo in omaggio l’ attrezzatura interna di base. «Per creare più traffico e interesse in negozio – racconta invece Chiara Monti della varesina Monti Arreda – proponiamo un evento ogni domenica di dicembre, invitando i clienti a una mostra, o a una degustazione di the o cioccolata, per rendere il momento dell’ acquisto un piacere e non una fonte di stress». Molti store puntano sull’ e-commerce, «un mercato che, al contrario del negozio fisico, registra un trend annuale in continua crescita», spiega Vincenzo Russo, titolare del negozio brinidisino Abitare che, per il peridodo natalizio, ha allestito anche un «temporary shop» nello studio di un interior designer cittadino, «per far capire ai clienti che l’ oggettistica per la casa e i complementi d’ arredo possono essere un’ ottima idea per il Natale».
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