11 Gennaio 2007

Soste a pagamento, San Zeno contro Pozzerle

Si accende il dibattito nei quartieri dopo il verdetto che stabilisce l`obbligo di prevedere anche posti auto gratuiti accanto agli spazi blu
Soste a pagamento, San Zeno contro Pozzerle

La sentenza della Corte di Cassazione in merito alla questione sosta a pagamento accende gli animi: soprattutto quelli degli abitanti del quartiere di San Zeno, che agli spazi blu non si sono mai rassegnati. Ora, il caso nato in un Comune vicino a Cagliari, Quartu Sant`Elena, dove un cittadino era stato multato per aver parcheggiato in un`area di sosta a pagamento senza esporre il tagliando, riaccende la polemica: la Cassazione ha infatti ribadito che, per quanto riguarda i quartieri (non i centri storici), vicino agli stalli blu devono esserci sempre anche parcheggi gratuiti. Ricorso vinto, dunque, dal cittadino multato. Il precedente ora ha acceso il dibattito anche tra le mura scaligere, nonostante l`immediata risposta negativa dell`assessore Carlo Pozzerle all`ipotesi di applicabilità della sentenza a Verona. “La nostra impressione è che questa sentenza possa trovare un riscontro con la situazione di San Zeno“, ribattono i rappresentanti del Comitato Botteghe associate di San Zeno, che riunisce oltre cento commercianti e che si è costituito proprio per dire no alla sosta a pagamento. “A San Zeno i posti gratuiti sono davvero pochissimi“, prosegue il presidente del Comitato Mauro Bonato, affiancato da Piero Battistoni, titolare del ristorante Al Calmiere, a Giovanni Carcereri, titolare del negozio di scarpe Carcereri e al signor Cutino, titolare della gelateria Laguna Blu, tutti esercizi che si affacciano su piazza San Zeno. “Non è quindi rispettata nessuna proporzione tra i posti a pagamento e quelli gratis, che sono solo in piazza San Zeno e in piazza Corrubio (con disco orario) e nella zona Orti di Spagna. Ma si tratta di gran poca cosa: in tutta la zona di San Bernardino i posti sono unicamente con stalli blu e basta passare a qualsiasi ora del giorno per vedere che sono sempre vuoti“. Il comitato contro la sosta a pagamento di San Zeno ricorda anche alcuni punti sui quali si è mossa già in questi mesi la sua battaglia, e che intende portare avanti: “Si è detto che le entrate realizzate attraverso la sosta a pagamento serviranno in parte per finanziare la tramvia: ma questa a noi nemmeno ci tocca, è una vergogna. In secondo luogo, San Zeno è quartiere residenziale, non così gravato dal problema dello smog da rendere necessaria la sosta a pagamento. Al contrario abbiamo visto impoverirsi la presenza di cittadini per esempio al mercatino del sabato in piazza San Zeno: un fatto legato certamente al problema parcheggio a pagamento. E infine ribadiamo che molti posti, anzi moltissimi, sono vuoti: vuol dire che il provvedimento non era necessario“. Il Comitato promette nuove iniziative: “Una delle richieste che facciamo ai candidati delle prossime amministrative è proprio uan presa di posizione più conciliante e ragionevole sulla sosta a pagamento a San Zeno: un punto sul quale siamo assolutamente intransigenti“. Più varia la reazione tra gli abitanti di Veronetta, il quartiere in cui entro breve dovrebbe estendersi la sosta a pagamento, dopo l`esordio a San Zeno. Infatti a metà dicembre anche a Veronetta era stata fatta una raccolta di 2.200 firme contro la sosta a pagamento: i rappresentanti del Comitato contro gli stalli blu avevano indetto una conferenza stampa in Comune per dare voce alla protesta. Ma molti degli abitanti qui sono invece di parere diverso. “Noi Gruppo Famiglie di Veronetta siamo favorevolissimi alla sosta a pagamento, che qui ha incontrato in passato solo l`opposizione di un gruppo ristretto, costituito per lo più da studenti, da qualche titolare di bar e da nessun residente“, spiega il portavoce Mario Fiorio. “In realtà siamo invece preoccupati per il fatto che ancora non sono stati segnati se non pochi stalli blu. Quello che noi chiediamo ai candidati delle prossime amministrative è proprio la realizzazione di una serie di provevdimenti che vada in direzione di un miglioramento della qualità della vita a Veronetta: come il sindaco Zanotto aveva promesso all`inizio del suo mandato, chiediamo che tutta Veroneta diventi Ztl, che vengano realizzate zone alberate (sul modello di via Quattro Novembre) e che siano estese le zone 30, come è diventata già oggi via San Paolo. Già da due, tre anni chiediamo all`opposto che i parcheggi fuori le mura (a partire da quelo di porta Vescovo) siano resi gratuiti, a fronte della sosta a pagamento all`interno del quartiere“. La sentenza della Cassazione trova infine eco nelle associazioni di consumatori. Roberto Raggi, presidente di Sos Consumatori, afferma infatti: “Siamo pronti a far partire i ricorsi per tutti coloro che si rivolgerannoa noi“. Alessandra Galetto Il sindaco Paolo Zanotto adegui le sue “bizzarre“ scelte urbanistische e di viabilità al dettato della “freschissima“ sentenza delle sezioni unite della Cassazione, che ha dichiarato l`obbligo da parte degli amministratori comunali di realizzare, sempre, aree di sosta libera accanto ai posteggi a pagamento a fascia oriaria, pena la nullità delle multe elevate agli automobilisti per non aver pagato il parcheggio sulle strisce blu. L`invito parte dall`avvocato Stefano Ederle, capogruppo di Alleanza nazionale in prima Circoscrizione. “Si era più volte ammonita l`Amministrazione comunale“, sostiene Ederle, “sul fatto che, prima di introdurre la Ztl e di “dipingere“ di strisce blu la quasi totalità del centro – storico di Verona, era necessario realizzare parcheggi gratuiti nelle zone immediatamente limitrofe al cuore della nostra Città. Purtroppo, il sindaco ha chiuso le orecchie: non solo è stata istituita la Ztl, provvedimento di per sè giusto se fossero stati creati dei parcheggi gratuiti limitrofi, ma è stato imposto, quasi dappertutto, il Verona – park (senza la realizzazione di distributori automatici)“. “Per non parlare, poi“, prosegue, “della vergognosa “gabella“ che obbliga i residenti del centro – storico, che hanno una seconda auto, a pagare l`ingente somma mensile di 40 euro in cambio di … nulla. E` noto che trovare un parcheggio libero a pagamento costituisce davvero un`impresa ardua, anche per chi paga l`assurda tassa dei 40 Euro: oltre al danno la beffa. Ora la sentenza della Cassazione pone fondati dubbi sulla legittimità di tutto l`assetto dei parcheggi imposto dal sindaco Zanotto e costato caro alla Cittadinanza. E se così fosse, l`Amministrazione farebbe bene a restituire ai cittadini tutti i soldi che, sinora, sono stati costretti a pagare illegittimamente“ Intanto l`avvocato Stefano Fanini, presidente provinciale del Codacons, ricorda che i cittadini che hanno ricevuto una multa per sosta irregolare nelle strisce blu, laddove ravvisino l`assenza di posteggi gratuiti nelle aree limitrofe a quella dove è stata elevata la contravvenzione (se non si tratta di aree pedonali o ztl) possono, entro 60 giorni dalla notifica del verbale di contravvenzione, presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto, ai sensi degli articoli 203 e seguenti del codice della strada e della legge n. 689 del 24 novembre 1981.

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