Soste a pagamento, così non va
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
«NON sono leciti i parcheggi a pagamento se nelle vicinanze non sono collocate anche aree gratis». Il Codacons provinciale prende, dunque, posizione sulle polemiche scaturite dal ritorno delle cosiddette “strisce blu” metten do ben in chiaro i criteri con i quali devono essere posizionate onde evitare ricorsi, che nella maggior parte dei casi verrebbero vinti, da parte degli utenti. Criteri che, a giudizio dell’ associazione, non sono stati rispettati e, pertanto, il tutto deve essere ripensato. Ma non solo: l’ altro invito èche l’ amministrazione comunale ridetermini l’ intero servizio dei trasporti urbani per agevolare il parcheggio dei mezzi privati non in centro. A parlarne è il referente provinciale, il giovane avvocato Claudio Cricenti, che «in tutta onestà» ha accolto con stupore e perplessità l’ operazione di “rifacimento” delle zone dedicate a parcheggio a pagamento nel territorio cittadino. Al momento, spiega, quel che sembra emergere «è che in alcune zone sia stata prevista la presenza esclusiva di strisce blu, laddove, come è noto, la delimitazione delle aree destinate a parcheggio a pagamento deve avvenire in maniera che si rispettino dei parametri, oltre che in maniera coerente con la destinazione delle aree a cui si riferiscono». L’ esponente dell’ associazione dei consumatori evidenzia, quindi, la necessità che, nel momento in cui vengono individuate le “strisce blu”, sia garantito un numero proporzionale di aree necessariamente delimitate dalle strisce di colore bianco, ovvero in cui il parcheggio non è a pagamento. Né, aggiunge, per poter ritenere rispettato tale requisito può valere un richiamo a presunte aree presenti nelle stradine laterali, laddove queste non siano contrassegnate appunto con strisce bianche. A sostegno della sua tesi, Cricenti ricorda una sentenza del Tar del Lazio, neanche tanto datata, che accolse un ricorso del Codacons e di alcuni cittadini contro le strisce blu perché, dove istituite, non vi era un numero sufficiente di parcheggi con strisce bianche visibili. Qualche giorno addietro, poi (precisamente il 4 dicembre 2014) – e paradossalmente in concomitanza con la procedura di predisposizione delle aree a sosta tariffata – il giudice di pace di Fasano ha accolto il ricorso di un automobilista, condannando anche il Comune a pagare le spese le gali. «Quel che è necessario evitare – sottolinea il giovane avvocato vibonese – è che le cosiddette “strisce blu” che da una decina di anni stanno rimpinguando le casse dei Comuni di tutta Italia con multe e proventi dalla sosta, assumano esclusivamente tale finalità, ma vengano, al contrario, predisposte in maniera congrua e conforme all’ interesse pubblico. Ed infatti che questo debba essere il criterio necessario per operare le scelte è la Suprema Corte di Cassazione a ricordarlo con una sentenza di inizio settembre attraverso la quale ha chiarito nuovamente la posizione delle amministrazioni comuna li in sede di ricorso: se un privato cittadino ricorre in giudizio, contestando la violazione per l’ assenza di parcheggi liberi (sostanzialmente le strisce bianche, ndr) nei pressi degli stalli di sosta a pagamento, così come previsto dalla legge, deve essere l’ ente comunale a dimostrare il contrario, altri menti verrà condannato anche alle spese processuali». Evidente, dunque, a giudizio del referente Codacons di Vibo, che dinanzi a tale stato delle cose si auspichi un intervento in autotutela, anche perché, nell’ ambito di un contesto in cui manchi una delocalizzazione degli Uffici pubblici, con i mezzi pubblici di collegamento che non offrono adeguate garanzie in termini di orari, copertura di tutte le località e di frequenza, e soprattutto in assenza di una formulazione di opzioni di pagamento a forfait in relazione ad una svariata categoria di utenze e situazioni, le zone, se regolamentate esclusivamente (e in una percentuale sproporzionata) da strisce blu, «diverranno inevitabilmente oggetto di continue vessazioni nei confronti degli utenti che o per motivi di lavoro, o di salute, e/o per ogni altra esigenza, ivi inclusa quella turistica si vedranno costretti o a pagare o a commettere un’ infrazione, senza alcun’ altra alternativa». E le conseguenze peggiori saranno per i cittadini, e saranno conseguenze doppie. La prima – spiega nel momento in cui pagheranno le soste, la seconda laddove il Comune si vedrà costretto a costituirsi in giudizio per opporsi ai ricorsi presentati da chi riceverà delle contravvenzioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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