Sosta, la stangata divide la giunta
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fonte:
- la Repubblica
Sosta, la stangata divide la giunta
Il sindaco contro gli incentivi: “I soldi li do alla Falchera“
Si discute ancora sull`aumento a 40 euro del permesso per i residenti
Nessun ripensamento sulla stangata di 40 euro per il rilascio dei permessi di sosta per i residenti. Il sindaco Sergio Chiamparino è deciso ad andare avanti su questa linea, concedendo solo esenzioni ai pensionati al minimo, ai disoccupati e alle fasce meno abbienti. In pratica a chi, con la dichiarazione Isee, si aggira intorno ai 7 mila euro, guadagnando quindi circa 8 mila euro all`anno. La soglia più bassa. Proposta che non è però condivisa da tutta la giunta. L`assessore al Bilancio, Gianguido Passoni, insieme al collega Luigi Saragnese, avevano lanciato un`idea differente: “Lasciamo il costo a 40 euro e forniamo insieme al permesso carnet gratuiti per utilizzare i mezzi pubblici. L`aumento verrebbe così compensato da un di più che si offre agli abitanti, incentivando l`uso di bus e tram“. Ma la soluzione è stata bocciata da Chiamparino: “Piuttosto i soldi li do alla Falchera“. Alla fine all`assessore Maria Grazia Sestero è stato dato il mandato di studiare il provvedimento, calcolando anche quanti potranno essere i beneficiari dello sconto Isee. Persone che non dovrebbero pagare più di 10 euro. Al momento non si conoscono le cifre. Palazzo Civico ha una banca dati, ma è necessario estrapolare i numeri delle zone dove si trovano le strisce blu. Passoni rimane comunque critico. “Impostare l`Isee per il permesso di sosta non ha senso, non si conosce nemmeno il ritorno era meglio confermare i 40 euro senza ulteriori esenzioni. Quante saranno le persone che rientrano nelle aree con la sosta a pagamento con una soglia di reddito così bassa, soglia che probabilmente non permette di avere nemmeno un`auto?“, si chiede l`assessore al Bilancio. La proposta di esenzione Isee è vista come un contentino nei confronti delle sette associazioni di consumatori e soprattutto di Rifondazione, partito che non ha mai visto di buon occhio l`aumento da 8 a 40 euro del permesso di sosta. Una mossa sufficiente a placare i malumori? Se ne parlerà in una riunione di maggioranza, ed è probabile un passaggio in un vertice dei capigruppo prima della data del 1 luglio. Movimento Consumatori, Federconsumatori, Adoc, Acu, Associazione Consumatori Piemonte, Adiconsum e Codacons fanno sapere che per loro le esenzioni non sono sufficienti e rispondono con una raccolta di firme ed una petizione che si va ad aggiungere a quelle di An, 1.500 firme, e dei comitati spontanei nati in vari quartieri. “Si tratta di un aumento illegittimo, di una tassa – ribadisce Alessandro Mostaccio del Movimento Consumatori – la giunta deve eliminarla ed al massimo aumentare i costi di emissione del tagliando a 10 euro per tutti“. Perplesso anche Luca Cassano, capogruppo di Rifondazione: “Va bene l`esenzione per le fasce più deboli, ma mi chiedo che impatto reale possa avere. Rimango dell`idea che le ragioni delle associazioni dei consumatori siano valide. Il confronto con le altre città non regge. Vedremo nella riunione di maggioranza“. La giunta però non è convinta che Torino sia la più cara ed ha fatto un confronto con la situazione delle altre città, mettendo a fuoco anche i meccanismi. A Genova, ad esempio, si pagano 25 euro per la prima auto, 300 euro per la seconda. A Milano il rilascio del tagliando costa solo 0,77 euro, ma si può parcheggiare solo nelle strisce gialle: 65 mila posti contro i 142 mila permessi concessi. A Roma il costo è di 5,16 euro, più una marca da bollo di 14,62 euro. Sempre nella capitale il permesso Ztl costa 55 euro per cinque anni per la prima vettura, 300 euro per la seconda auto e 550 euro dalla terza in su.
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