22 Luglio 2007

Sosta a pagamento, migliaia di multe da annullare



Sosta a pagamento, migliaia di multe da annullare
Prevista una raffica di ricorsi dopo l`azzeramento di un verbale motivato dalla mancanzadi parcheggi gratuiti


LENTA ma inesorabile come la giustizia la spada di Damocle rappresentata da un`esplosiva sentenza emessa nel gennaio scorso dalle Sezioni unite (presidente Vincenzo Carbone) della Cassazione è calata su Palazzo Marino. E rischia di ridurre a brandelli gli introiti miliardari (da 100 a 150 milioni di euro all`anno nell`ultimo lustro) garantiti al Comune dalle centinaia di migliaia di multe comminate da vigili e ausiliari agli automobilisti che non espongono il “Gratta e sosta“ sulle strisce blu e a quelli che parcheggiano senza permesso sulle gialle. Catastrofismo? Macché… L`annullamento del 75 per cento dei verbali elevati nelle zone assoggettate al pagamento e di almeno il 50 per cento delle cartelle esatoriali relative al 2004 che stanno facendo piangere i milanesi in queste settimane appare probabile. PERCHÉ nei giorni scorsi, proprio facendo riferimento per la prima volta a Milano al pronunciamento della Suprema Corte in merito all`obbligo per i Comuni di prevedere “adeguate aree destinate al libero parcheggio (strisce bianche, ndr.)“ in prossimità o all`interno delle zone destinate al “Gratta e sosta“, il giudice di pace Ines Robolotti ha accolto il ricorso avverso una multa appioppata a Daniele Armanini sulle strisce blu di via Adige. Si tratta di un precedente che costituirà giurisprudenza e spingerà migliaia di cittadini a presentare ricorsi presso l`Ufficio dei giudici di pace coordinato da Vito D`Attolico. All`atto di istituire le aree di Sosta a pagamento, del resto, il Comune non tenne minimamente in considerazione l`articolo 7 (comma 8) del Codice della strada. La norma, appunto, che aveva persuaso le Sezioni unite a sanzionare “la violazione dell`obbligo di creare zone di parcheggio gratuite e libere in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento“. Gli scenari scatenati dalla decisione assunta dalla Robolotti e dalla circostanza che, a suo tempo, l`assessore ai Trasporti Edoardo Croci sottovalutò la portata della sentenza emessa dalla Cassazione sembrano, dunque, foschi per Palazzo Marino e favorevoli (per una volta) agli automobilisti. Tartassati da contravvenzioni manuali e digitalizzate e da cartelle esattoriali che, spesso, prendono il via da iscrizioni a ruolo eseguite alla carlona. “ORA PREVEDIAMO una marea di ricorsi e tantissimi annullamenti di verbali – afferma, attraverso una nota il Codacons, che ha assistito legalmente Armanini e sostenuto il suo ricorso -. Con la conseguenza che il Comune (oltre a dover rinunciare a parte del gettito da contravvenzioni già inserito nel bilancio di previsione 2007, ndr.) dovrà adeguarsi alla legge e predisporre parcheggi liberi vicini a quelli a pagamento“. “NON CONOSCO i dettagli della sentenza emessa dalla Robolotti – ribatte Croci in ambasce anche per aver appena proposto di dipingere in blu e in giallo tutta la città -. Posso dire, però, che la sosta a Milano fu regolamentata nel 2003 attraverso una delibera di Giunta. In base all`articolo 7 del Codice della strada, vennero individuate zone di rilevanza urbanistica all`interno delle quali la sosta deve essere regolamentata solo con le strisce gialle e blu“. LA LINEA di difesa del Comune è, insomma, quella appena scardinata dalla dottoressa Robolotti. E a salvare l`Amministrazione dagli annullamenti non basterà l`ingolfamento dell`Ufficio dei giudici di pace. “Il possibile rallentamento del nostro lavoro mi preoccupa ma ritengo che, sulla scorta della decisione assunta dalla collega Robolotti, la qualità dei ricorsi dovrebbe migliorare – argomenta D`Attolico -. Avevo ipotizzato che la sentenza delle Sezioni unite avrebbe potuto ripercuotersi almeno sulle multe comminate nelle aree periferiche di Sosta a pagamento. Mi pare opinabile considerare queste zone “a rilevanza urbanistica““.

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