11 Agosto 2001

Sospeso nelle banche l?«equalizzatore» di Visco.

Dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha intimato la sospensione della tassa sui guadagni «virtuali».


Sospeso nelle banche l?«equalizzatore» di Visco.


Molto probabile che il Governo abbia l?intenzione di eliminare o modificare il meccanismo.

ROMA – Al ministero dell?Economia sono allo studio nuove misure sul capital gain, che potrebbero presto mettere da parte il meccanismo del cosiddetto «equalizzatore Visco» che l?altro ieri ha ricevuto lo «stop» del Tar del Lazio. Il sottosegretario all?Economia Giuseppe Vegas osserva che «anche prima della decisione del Tar si stava pensando di modificare questa normativa riportandola alla versione originaria, cioè tassare i guadagni in conto capitale solo al momento in cui questi si realizzano». In attesa che la situazione si chiarisca anche con nuove norme, l?Associazione bancaria italiana ha sospeso l?applicazione dell?equalizzatore, cioè del meccanismo concepito ai tempi dall?ex ministro Visco, in base al quale con il quale la tassazione dei capital gain si applica anche sui cosiddetti guadagni «virtuali», col prelievo del 12,5% su guadagni maturati ma non effettivamente realizzati.
Al ministero dell?Economia viene spiegato che rispetto alla decisione del Tar non si è ancora deciso se ricorrere. Dato che di solito le decisioni avverse provenienti dai Tar vengono appellate dal Governo, il non aver ancora deciso di farlo da parte dell?Esecutivo viene considerato come una possibile indicazione dell?intenzione di rivedere la normativa, magari in direzione analoga a quella del Tar.
L?Abi, nella circolare con la quale ha chiesto alle banche di sospendere l?equalizzatore, spiega che «le modalità di determinazione del prelievo tornano ad essere quelle applicate anteriormente alla predetta data del primo gennaio 2001». L?indicazione vale per tutti i titoli tenuti nel regime di risparmio amministrato sia se emerge un guadagno (plusvalenza) sia se, al momento della vendita, mostrano una perdita (minusvalenza). I risparmiatori che vendono i propri titoli, detenuti in portafoglio per più di 12 mesi, dovranno però sapere che si tratta di una tassazione temporanea, in attesa della decisione definitiva da parte del Tar o di modifiche legislative del ministero dell?Economia.
Al ministero del tesoro, nell?ambito della linea «prudente», si limitano a dire: «La decisione del Tar non ci è ancora stata notificata. Solo quando arriverà valuteremo se ricorrere».
Quanto al Codacons, l?associazione che ha ottenuto l? annullamento, prosegue la sua campagna per eliminare la tassazione sulle rendite virtuali e ha invitato Tremonti a sospendere la tassazione delle rendite finanziarie «virtuali» ma anche a restituire la maggiore tassazione ottenuta il base al decreto bloccato dal Tar.
Il superamento dell?equalizzatore e della tassazione sui «guadagni virtuali» sembra quindi vaccinarsi. Nelle scorse settimana una richiesta di cancellazione dell?equalizzatore era stata fatta dall?Abi al ministro Tremonti.
Maggior rilievo politico ha poi la presa di posizione della maggioranza che nella risoluzione approvata sul Dpef ha chiesto al governo di «provvedere al riordino del regime fiscale dei redditi da capitale concentrando l?imposizione sul reddito effettivamente riscosso, escludendo il reddito maturato e, contestualmente, eliminando il meccanismo dell?equalizzatore».

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