22 Gennaio 2012

Sospeso il blocco dei Tir ma in Sicilia resta il caos

Sospeso il blocco dei Tir ma in Sicilia resta il caos

PALERMO Dopo sei giorni, con la Sicilia ormai in ginocchio, la protesta è finita e ora si contano i danni. Milioni gli euro bruciati, con tonnellate di merce da buttare, mentre alte tonnellate di prodotti alimentari devono essere consegnati nel giro di poche ore, per evitare che le perdite siano ancora più pesanti. Ma se i blocchi sono stati rimossi non vuol dire che la mobilitazione sia finita. Anzi. Mercoledì il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo incontrerà il premier Mario Monti e fino ad allora la tensione resterà alle stelle: ieri il leader dei "Forconi" Mariano Ferro ha annunciato che la protesta si sposterà a Roma in vista dell’ incontro. Ma un gruppo di irriducibili non ha intenzione di mollare la presa e annuncia che andrà avanti a oltranza: al porto di Palermo sono ancora fermi oltre trecento camion. Molti autotrasportatori hanno denunciato di essere stati vittime di intimidazioni. Stesse segnalazioni arrivano anche da Catania. «La protesta non si ferma, ma rallenta e si sposta a Roma», ribadisce Ferro. La tensione resta alta, insomma, ma già da ieri la situazione ha cominciato lentamente a normalizzarsi. Le raffinerie di Milazzo, Priolo e Gela sono tornate in funzione e il carburante è arrivato nelle principali città dove le pompe di benzina sono presidiate dalle forze dell’ ordine: per fare rifornimento le code sono state anche di cinque ore. Mentre il Codacons lancia «l’ allarme sulla genuinità delle sostanze alimentari che saranno poste in vendita dopo la rimozione, anche parziale, dei blocchi stradali sulle strade siciliane», in tutta la Sicilia ci sono piccoli e grandi disagi. A Messina lo spettacolo «Il borghese gentiluomo» di Moliere è andato in scena al teatro Vittorio Emanuele senza scene, costumi, fonica e luci rimasti sui tir nella nave ormai di ritorno verso Napoli. In provincia di Agrigento la partita di calcio fra Akragas e Folgore, prevista oggi, è stata rinviata, perché i calciatori senza benzina non possono raggiungere lo stadio. L’ ufficio postale centrale di Sciacca ha sospeso i pagamenti e i rimborsi perché il furgone portavalori non è arrivato a destinazione per mancanza di benzina, lasciando la filiale con poca disponibilità di contante. A Modica mezzo milione di galline ovaiole rischiano di essere macellate e due milioni di uova fresche di consumo sono invendute. Lo sciopero dei Tir in Sicilia ha avuto anche conseguenze sul mondo del lavoro facendo impennare il numero dei ricorsi alla Cassa integrazione guadagni a Catania: lo ha denunciato l presidente di Confindustria etnea, Domenico Bonaccorsi, secondo il quale sono già sette le aziende che hanno depositato la richiesta a Confindustria per un totale di oltre 800 dipendenti. E ora la protesta rischia di spostarsi in Sardegna. Ieri mattina un gruppo di manifestanti si è riunito al porto di Cagliari: «Bloccheremo porti e strade». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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