Sos wifi: «Dai voce al tuo cervello»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
una locandina nelle farmacie, negli studi medici ed anche negli esercizi com m e rc i a l i
• Meglio tenere il cellulare lontano dalla testa. Il comitato «Lecce Via Cavo» – col patrocinio dell’ Ordine provinciale dei farmacisti e la collaborazione di Codacons, Codici, Csv Salento e Associazione italiana elettrosensibili – ha avviato la campagna di sensibilizzazione sui possibili danni alla salute legati all’ uso di cellulari, cordless, tablet, wifi. Sulla locandina che tra pochi giorni campeggerà nelle farmacie salentine, negli studi medici ed in alcuni esercizi commerciali campeggia la scritta «Dai voce al tuo cervello». È lo slogan partorito dopo che le radiofrequenze utilizzate dalla tecnologia senza fili sono state classificate nel 2011, dall’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’ Org anizzazione mondiale per la salute (OMS), come «possibile cancerogeno per l’ uomo». Da allora sono emerse nuove evidenze scientifiche che correlano l’ esposizione alle radiofrequenze con l’ insorgenza di tumori maligni al cervello, disordini neurologici, danni al dna, diminuzione dell’ udito, sintomi di elettrosensibilità, alterazioni del ritmo cardiaco, insonnia, cali di memoria, disturbi cognitivi. La locandina suggerisce alcuni comportamenti per ridurre la propria esposizione alle radiofrequenze: tenere lontano il cellulare quando si aspetta la connessione o mentre si invia un sms; spegnere il wifi quando non è in uso, soprattutto durante la notte per evitare disturbi del sonno. I bambini andrebbero maggiormente tutelati, poiché sono particolarmente vulnerabili alle radiofrequenze e per la loro esposizione precoce corrono un rischio maggiore di ma nifestare in età adulta malattie neurodegenerative e tumori. L’ uso del cellulare e dei dispositivi wifi è diffuso, ma pochi conoscono i reali danni alla salute che ne potrebbero derivare. Tra i tanti studi citati dai farmacisti salentini, figura quello realizzato dall’ ente governa tivo statunitense National Toxicology Program. I primi risultati, pubblicati qualche giorno fa, hanno evidenziato un incremento significativo di due tipi di cancro nei ratti esposti alle radiofrequenze: glioma (tumore delle cellulari gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore.
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