«Sos protesi, operazioni al Policlinico»
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fonte:
- Il Mattino
Marisa La Penna Per la rimozione delle «pip» e l’ innesto di nuove protesi al seno, con la spesa a carico del sistema sanitario nazionale, scende in campo la Sun. Potrebbe essere infatti la Seconda Università degli Studi – quella cioè che per prima, a Napoli, ha attivato un centro «sos pip» per le donne portatrici di protesi a rischio – il centro designato dalla conferenza Stato-Regioni per questo tipo di interventi in Campania. Intanto, nella nostra regione, sono state circa duecento le donne che si sono rivolte al Codacons, l’ associazione a difesa dei consumatori, per ottenere un risarcimento danni da diecimila euro ciascuno, perchè vantano il diritto della rimozione delle protesi incriminate. Non è necessario infatti che la protesi «pip» sia rotta per essere tolta. La decisione di rimuoverla, infatti, può anche essere disposta dal chirurgo plastico di una struttura ospedaliera, a causa di problemi psicologici della paziente. Tra un paio di settimane, dunque, verranno avviati gli interventi. Non appena, cioè la conferenza Stato-Regione darà incarico ufficiale alla struttura universitaria. Intanto nuove indicazioni vengono fornite dai chirurghi plastici per evitare «incidenti» sul fronte delle protesi al seno. Per esempio il divieto di usare il «macrolane», un tipo di acido ialuronico che serve per aumentare il volume del seno. Secondo alcuni medici ostacolerebbe le indagini diagnostiche del tumore. Tant’ è che il maggiore produttore di macrolane ha deciso di interrompere in tutto il mondo la promozione del prodotto fino a nuovo ordine. «La ragione di questa decisione è che al momento non vi è una uniformità di opinioni tra i radiologi riguardo la pratica più corretta da seguire in corso di indagine radiologica» è scritto in una nota della casa produttrice. Che conclude: «Sino a quando non verrà raggiunta una uniformità di opinioni sulle modalità ottimali di esecuzione delle indagini radiologiche, dopo trattamento con macrolane, il prodotto non sarà in commercio». E uno dei primi chirurghi plastici a dirsi contrario all’ uso del macrolane era stato proprio il professore Francesco D’ Andrea, ordinario di Chirurgia plastica alla Sun. Il docente da tempo ne auspicava infatti il ritiro dal commercio. E da un altro chirurgo plastico, il professore Camillo D’ Antonio, un ulteriore avvertimento: «Le protesi devono avere una scadenza. Bisogna che su questo punto ci sia una normativa seria e rigorosa. Sto togliendo protesi seriamente danneggiate a molte donne che pur non avendo le «pip» hanno voluto impiantare presidi sostitutivi». Nel frattempo, a dispetto della crisi economica e delle paure innescate dallo scandalo, scaturito dalle protesi Pip sono aumentate le richieste di prestiti per interventi di chirurgia estetica. Vale a dire belli a tutti i costi. «Le mie pazienti sembrano disposte a rinunciare a molte altre cose, ma non alla cura dell’ aspetto fisico» ha commentato il professor D’ Andrea. E ha aggiunto: «Ad oggi gli interventi risolutivi e duraturi sono aumentati del’ 11,2% come rivelato dalla Sicpre, la società italiana di chirurgia plastica ed estetica». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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