13 Maggio 2005

Sos bimbi, sfide in classe come in Tv

Sos bimbi, sfide in classe come in Tv

Maestre denunciano: «Match di wrestling a ricreazione, genitori vigilate»

PERUGIA ? L?allarme era stato lanciato pochi giorni fa da associazioni di genitori e di consumatori, con tanto di richiesta alla magistratura di bloccare le trasmissioni televisive di wrestling, la lotta libera statunitense tanto di moda tra i ragazzi di elementari e medie. Tra le preoccupazioni il rischio di emulazione (le evoluzioni che compiono i lottatori sono preparate con lunghe ore di palestra) e la crescente richiesta di magliette, figurine e poster degli eroi del ring che tanto pesa sulle tasche dei genitori.
Ma nessuno pensava che il fenomeno potesse essere così esteso da preoccupare maestre e personale scolastico. « Ormai da tempo avevamo notato che i ragazzi durante la ricreazione simulavano una lotta con mosse studiate e attribuendosi dei nomi – denunciano Anna Maria Fringuelli, Giuseppa Scaleggi e Tiziana Sannella, maestre presso la scuola primaria “Bruno Ciani“ – una nuova moda diffusa tra molti bambini. A colpirci era il fatto che le mosse dei ragazzi erano molto pericolose. A volte si prendevano al collo, in altri casi vedevamo bambini stesi sul pavimento con le braccia all`indietro ed un compagno sopra che gli afferrava la testa facendo finta di sbatterla a terra».
Dopo aver osservato il fenomeno da lontano, le maestre si sono accorte che questo tipo di gioco si diffondeva sempre di più. Le insegnanti hanno così affrontato l?argomento con gli alunni per scoprire che tutti guardavano gli stessi programmi televisivi sul wrestling, uno sport per il quale occorrono tanti muscoli, tecnica ed ore di allenamento, praticato da atleti che simulano una lotta. «Pur essendo uno sport, ai bambini propone modelli poco educativi che spingono alla violenza e ad una esaltazione esasperata della fisicità ? concludono le insegnanti – Abbiamo contattato i genitori e abbiamo scoperto che in molti casi la questione dell?emulazione era stata sottovalutata. I bambini sanno che si tratta di una finzione, ma dai 6 ai 10 anni non si è ancora in grado di mediare in modo critico le immagini che appaiono in video e che vengono imitate ignorando la tecnica di questo sport».
La discussione, quindi, si sposta sul fronte dei genitori, chiamati a riflettere sull?influenza che i media, in particolare la televisione, esercitano sui bambini. «In un momento in cui la televisione la fa da padrona, il ruolo degli educatori è rivalutato ? ha affermato il direttore della scuola, Gabriele Goretti – I ragazzi a scuola parlano molto di Tv ed i personaggi televisivi imperano in maniera pesante nei loro giochi. Per un lungo periodo a scuola portavano i personaggi delle soap opera, poi dei reality, ora c`è il wrestling; il gruppo a scuola fa da cassa di risonanza e i personaggi televisivi diventano idoli. Il nostro compito è proprio quello di sensibilizzare i genitori e fare in modo che ciò non accada».
Nei giorni scorsi il Codacons ha presentato un esposto sottolineando come queste trasmissioni «non solo siano violente e diseducative, ma come generino emulazione da parte dei bambini. I lottatori sono attori bravissimi che fingono e non si procurano nemmeno un graffio, ma questo i bambini non lo sanno e non lo percepiscono, e credono di assistere ad una vera lotta».

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